
L'allarme di Federchimica, settore sull'orlo di una "crisi esistenziale"
Si è svolta questa mattina a Milano l’Assemblea 2026 di Federchimica dal titolo «Dalla molecola al prodotto: la chimica all'origine dell'industria», presieduta dal Presidente dell'associazione, Francesco Buzzella. Il quadro delineato nel corso dell'assemblea dal Presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, e dai dati della nota economica diffusa dall'associazione mostra una situazione di forte criticità per l'intero comparto. A livello europeo, la capacità produttiva persa nel settore chimico tra il 2022 e il 2025 è stata di 37 milioni di tonnellate (pari a circa il 9% del totale), con circa 110.000 posti di lavoro coinvolti; negli ultimi quattro anni, inoltre, le chiusure di impianti annunciate in Europa sono sestuplicate. In Italia la produzione risulta inferiore di oltre il 13% rispetto ai livelli del 2021, penalizzata da costi energetici e delle materie prime non competitivi e da una persistente debolezza della domanda industriale. In apertura dei lavori, il Presidente Buzzella ha lanciato un forte allarme sullo stato dell'industria: «Siamo un mercato interessante e stabile che gran parte del mondo ci invidia per i suoi 450 milioni di consumatori e per i nostri risparmi, ma siamo davvero sull'orlo di una crisi esistenziale. I motivi risiedono nei costi energetici e delle materie prime, nel dumping cinese, nelle carenze infrastrutturali, nella perdita di competitività e nell'eccesso di normative. A volte sembra di trovarci sul ponte di una nave a fissare l'orizzonte senza essere in grado di afferrare il timone». Il commento di Francesco Buzzella, presidente di Federchimica.
Caporalato nell’edilizia, l’impegno di Assimpredil Ance per contrastare lo sfruttamento e promuovere la legalità nei cantieri
Il settore edile rappresenta una delle più semplici porte d’ingresso nel mondo del lavoro per chi ha poche competenze e soprattutto per i cittadini stranieri, ma proprio questa caratteristica può esporre i lavoratori più vulnerabili al rischio di sfruttamento e caporalato. Secondo i dati della Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza, il 70% dei lavoratori è straniero e il 30% delle imprese ha un titolare straniero. Un fenomeno che rende ancora più importante il ruolo delle imprese edili come presidi sul territorio per promuovere la sicurezza, la legalità e la coesione sociale. In questo contesto si inserisce l'impegno quotidiano di Assimpredil Ance per la corretta e regolare gestione dei cantieri e il contrasto alle forme di lavoro irregolare. Un esempio concreto arriva dalla vicenda degli operai impiegati nella costruzione del consolato americano a Milano, finiti al centro di un'inchiesta per grave sfruttamento. Dopo il commissariamento dell'azienda dell'Alabama Caddell, accusata di aver sottoposto i lavoratori a condizioni di sfruttamento, Assimpredil Ance ha avviato un confronto con le organizzazioni sindacali per valutare la possibilità di ricollocare parte degli operai nelle imprese edili milanesi e dell'hinterland. Facciamo il punto con Dario Fiersech, vicepresidente vicario di Assimpredil Ance con delega ai rapporti sindacali
Cina, al via il plenum del Comitato centrale del Partito comunista
Il presidente Xi Jinping e alti funzionari cinesi hanno dato il via oggi a Pechino a un'importante riunione dedicata alla governance del Partito comunista cinese (Pcc) al potere. Il plenum del Comitato centrale del Pcc, che conta circa 300 membri, ha l'obiettivo di rafforzare la disciplina all'interno del partito, ridurre la corruzione e rendere i quadri dirigenti più efficienti e leali, secondo i media statali. Nello specifico: dal 26 al 29 ottobre i circa 300 membri effettivi e supplenti del Comitato però lavoreranno sulle questioni legate al cosiddetto “autogoverno completo e rigoroso del partito”, con l’obiettivo di rafforzare la disciplina, l’obbedienza e l’efficienza dei funzionari e consolidare l’autorità della leadership di Xi Jinping che si avvicina alla nuova riconferma quinquennale. Intanto secondo un’analisi dell’Ispi: «È la Cina di Xi a essere di gran lunga il primo autore per eventi di coercizione economica pesati per la loro gravità». Il livello di pressioni, restrizioni o minacce in ambito commerciale o finanziario utilizzate da altri Paesi per condizionare le decisioni politiche dell’Unione europea è aumentato di otto volte dal 2018 a oggi. Gli autori di queste pressioni sono prevalentemente tre: Cina, Stati Uniti e Russia. Ma la minaccia più persistente e duratura arriva da Pechino, come evidenzia la nuova analisi dell’Ispi «Sicurezza economica, Ue contro tutti?», pubblicata alla vigilia dell’accordo raggiunto a Pechino dal commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic e il ministro del Commercio cinese Wang Wentao, dopo mesi di trattative, che potrebbe ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di auto ibride e ibride plug-in verso l’Ue nell’arco di quattro anni. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
Altri episodi di "Focus economia"



Non perdere nemmeno un episodio di “Focus economia”. Iscriviti all'app gratuita GetPodcast.








