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NetZero 2026: direzione elettrificazione delle industrie

20/10/2026
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Si apre oggi, 20 ottobre, all'Allianz MiCo di Milano, la seconda edizione di NetZero Milan, l'Expo Summit organizzato da Fiera Milano e in programma fino al 22 ottobre. La manifestazione riunisce oltre 140 relatori internazionali, tra cui l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, l'ex premier Enrico Letta, il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi e il premio Nobel per l'Economia 2025 Philippe Aghion. (Radio 24 presente con i programmi: Radio Next, con Pepe Moder dedicato all’innovazione e alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il futuro dell’energia, e Smart City, con Maurizio Melis e Silvia Bandelloni, che darà spazio alle soluzioni più avanzate in tema di sostenibilità, città intelligenti e decarbonizzazione. Postazione radio allestita presso lo stand G01 ). Al centro dei lavori il rapporto tra transizione energetica, competitività industriale e sicurezza degli approvvigionamenti, in un contesto di crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte della Cina ,specialmente nelle tecnologie verdi e dal rilancio delle fonti fossili negli Stati Uniti. Uno dei temi chiave è l'elettrificazione dell'industria, in particolare la sostituzione dei combustibili fossili con l'elettricità nella produzione di calore industriale, ancora oggi fortemente dipendente da gas e altre fonti fossili. Secondo i dati forniti da Roland Berger, circa due terzi dei consumi energetici industriali sono destinati alla produzione di calore, per il 90% ancora generato attraverso combustibili fossili. Una trasformazione che potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza energetica europea, ma che presenta importanti ostacoli tecnologici ed economici, soprattutto nei processi produttivi ad alta temperatura. L'Unione europea punta a portare la quota di elettrificazione dell'economia al 46% entro il 2040, un obiettivo che, secondo le stime della Commissione europea, potrebbe consentire un risparmio fino a 260 miliardi di euro all'anno sulle importazioni di combustibili fossili. Per accelerare la transizione saranno però determinanti il costo dell'elettricità, l'accesso alle reti e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche. Facciamo il punto con Leonardo Bonetti, managing Partner Italy Roland Berger (Nei nostri studi a NetZero).

Autotrasportatori, prosegue la protesta nel Sud. Rixi: 'Da oggi disponibili 480 milioni'. A rischio anche la produzione di pasta

Blocchi e problemi di distribuzione anche oggi in tutta Italia, in particolare al sud. Nella speranza di porre fine ai blocchi, oggi a Milano si è svolto un tavolo con gli autotrasportatori in prefettura con il vicepremier Salvini. Convocati Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. "Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel '27', ha annunciato il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi al termine, facendo seguito a quanto promesso dal ministro Matteo Salvini. Intanto però i disagi colpiscono anche le imprese che si trovano a corto di materie prime: diversi pastifici stanno infatti avendo difficoltà a ricevere nuove forniture di semola di grano duro, la materia prima con cui si produce la pasta secca. Alcuni stabilimenti hanno dovuto fermarsi, mentre altri hanno ridotto la produzione. Il pastificio Rummo, che ha sede a Benevento, ha interrotto la produzione martedì perché, come ha detto a Repubblica l’amministratore delegato Cosimo Rummo, «non arrivano camion né cisterne e abbiamo finito le scorte». Rummo non ha dei mulini di sua proprietà quindi dipende dalle consegne di semola da parte delle aziende molitorie. Anche il pastificio La Molisana, che ha sede a Campobasso e ha dei mulini di sua proprietà, ha detto di aver rallentato la produzione e di aver cominciato ad attingere alle scorte. Fatta eccezione per Barilla, i principali produttori di pasta in Italia si trovano quasi tutti nelle regioni del Sud. Già la scorsa settimana il presidente di Italmopa, l’associazione che rappresenta l’industria molitoria nazionale (che acquista il grano tenero o duro per trasformarlo rispettivamente in farina o semola), aveva scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per «segnalare la situazione di assoluta emergenza». Il commento di Vincenzo Martinelli, Presidente di Italmopa.

Manovra: frenata sul taglio Irpef, il Governo punta ad allargare la Flat Tax a 100mila euro

Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi DI IERI si è concluso con un rinvio dell'approvazione del testo in Consiglio dei Ministri, anche perché "è stato fatto il punto sulla trattativa in corso con l’Ue per ottenere maggiori margini di flessibilità" e quindi il via libera in Cdm, ipotizzato per venerdì, "slitterà di qualche giorno (sembra invece più verosimile che la data da cerchiare in rosso sia il 28) con l’obiettivo di definire una Manovra che tenga conto dell’esito delle interlocuzioni con Bruxelles". Nel quadro delle ristrettezze finanziarie, l'intervento fiscale destinato ai lavoratori dipendenti e al ceto medio è quello che subisce le battute d'arresto più evidenti. L'ipotesi iniziale di ampliare il secondo scaglione Irpef riducendo l'aliquota dal 43% al 33% per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro appare al momento congelata. La misura, sostenuta con forza da Forza Italia per alleggerire il carico fiscale della fascia medio-alta, comporta un costo economico stimato in diversi miliardi di euro. Di fronte all'impossibilità di coprire integralmente la spesa senza sforare i vincoli di deficit, la priorità concessa a questa ricalibrazione dell'Irpef è scivolata in secondo piano. A fronte dello stallo sull'Irpef, guadagna terreno l'alternativa promossa dalla Lega: alzare la soglia del regime forfettario per le partite IVA dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro di ricavi o compensi. Si tratta di un intervento che richiede un impiego di risorse immediate inferiore rispetto alla riforma delle aliquote IRPEF sul lavoro dipendente, ma che presenta complessi ostacoli di natura normativa. La direttiva comunitaria dell'Unione Europea fissa infatti a 85.000 euro il limite massimo per l'esenzione totale dall'Iva concessa alle piccole attività individuali. Per superare il vincolo imposto da Bruxelles senza rinunciare all'estensione del tetto, si sta valutando l'introduzione di un sistema a doppio binario. In base a questo schema, i professionisti e le imprese individuali con fatturato compreso tra 85.000 e 100.000 euro continuerebbero a beneficiare dell'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per le nuove iniziative) sul reddito imponibile. Contestualmente, però, verrebbero ripristinati gli adempimenti e l'obbligo di applicare l'IVA in fattura per la parte eccedente gli 85.000 euro. L'effettivo vantaggio di questo meccanismo dipenderà dalla tipologia di clientela: mentre per i rapporti B2B l'IVA risulta neutra, per i professionisti che lavorano direttamente con consumatori finali l'obbligo di applicare l'imposta potrebbe comportare una riduzione dei margini di guadagno o un aumento dei prezzi finali. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.

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