
Consumi elettrici ai massimi dal 2014, cresce il peso delle rinnovabili ma il prezzo dell'energia resta legato al gas
Secondo i dati diffusi oggi da Terna, a settembre il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto 27,8 TWh, in aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2025: si tratta del valore più alto registrato nel mese di settembre dal 2014. La crescita della domanda prosegue ininterrottamente da settembre dello scorso anno. Nei primi nove mesi del 2026 la domanda elettrica è cresciuta di circa 12 TWh (+5,2%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Parallelamente aumenta la produzione di energia da fonti rinnovabili, che nei primi nove mesi dell'anno ha coperto il 42,1% del fabbisogno elettrico nazionale, grazie soprattutto alla crescita del solare (+20,5%) e dell'eolico (+7%). Eppure, nonostante il peso crescente delle rinnovabili, il prezzo dell'elettricità continua a essere fortemente influenzato da quello del gas naturale. Il motivo risiede nel funzionamento del mercato elettrico, basato sul meccanismo del prezzo marginale: nelle ore in cui le centrali a gas sono necessarie per soddisfare la domanda, sono spesso queste ultime, caratterizzate da costi di produzione più elevati, a determinare il prezzo all'ingrosso riconosciuto anche all'energia prodotta da fonti meno costose. Si crea così un paradosso: mentre il sistema elettrico italiano riduce progressivamente la propria dipendenza dai combustibili fossili, famiglie e imprese continuano a risentire delle oscillazioni del prezzo del gas. Un problema evidenziato anche dal rapporto sul Pniec presentato oggi dal think tank Ecco, secondo cui la crescita delle rinnovabili non si traduce ancora pienamente in benefici economici per i consumatori. Ne parliamo con Maurizio Delfanti, professore del dipartimento di Energia del Politecnico di Milano sulle rinnovabili.
Protesta tir: blocchi su strada, scaffali vuoti e benzinai chiusi. Scorta per beni essenziali
Si inasprisce la protesta degli autotrasportatori in Campania. Chiusi il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno dalle 7 circa per chi proviene da Roma, lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia. Si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma. A presidiare le aree interessate dai disagi ci sono gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l'Italia, società che consiglia agli automobilisti percorsi alternativi attraverso la viabilità ordinaria, con uscite e rientri in autostrada in altre località a seconda della provenienza e della destinazione. Le associazioni di autotrasporto: “Il governo intervenga per fermare i blocchi”. Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria: “Imprese al collasso, ora risposte”. Dopo l'incontro di ieri tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze dell'autotrasporto, i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticitò che stanno interessando le citta' del Mezzogiorno. "Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto - si legge nella nota - la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell'autotrasporto, ma a un'emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre piuù pesanti". Il commento di Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog.
Protesta Tir: Federdistribuzione, situazione critica al Sud
Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell'autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall'aumento dei costi del carburante. Permane tuttavia, si legge in una nota, una situazione di forte criticita' nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e un inaccettabile spreco di beni alimentari. La situazione, prosegue Federdistribuzione, sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l'attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti Le criticita' riguardano inoltre l'intera filiera agroalimentare. Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell'impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione. Facciamo il punto con Carlo Alberto Buttarelli - Presidente Federdistribuzione.
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