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Ep. 238 - il 21 settembre non è mai stato un giorno come un altro per Nicolas Batum e gli altri passaggi di oggi

22/9/2026
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Nicolas Batum ha annunciato il ritiro in una palestra della Normandia, parlando con suo figlio Ayden, dopo diciotto stagioni in NBA senza mai un All-Star Game e 877 partite da titolare, dopo un contratto da 120 milioni tagliato a Charlotte e una ripartenza dal minimo salariale ai Clippers, dopo un oro europeo, due argenti olimpici e una stoppata a Tokyo che tolse a Luka Dončić la finale, e lo ha fatto il 21 settembre, lo stesso giorno in cui trentacinque anni fa suo padre crollò in campo prima di tirare due liberi, con lui in tribuna, a due anni.

Intanto Doc Rivers, che nel 1996 aveva detto di no a NBC per non chiudersi la porta della panchina, a quella stessa televisione ci arriva da allenatore in pensione, con 1.194 vittorie, un titolo, una Hall of Fame e un figlio che lavora già lì.

Infine Toronto, dove nel weekend dedicato a Kyle Lowry è comparso un dinosauro dorato che palleggia con una zampa e chiama uno schema con l'altra, un omaggio così letterale che i Raptors hanno dovuto precisare che si tratta di un'installazione temporanea e non della statua definitiva, in attesa del 10 gennaio, quando il numero 7 del miglior Raptor di sempre salirà sotto il tetto accanto al 15 di Vince Carter, proprio contro quella Philadelphia in cui Lowry è nato.

Nicolas Batum resterà nella memoria per quello che ha vinto o per il tipo di giocatore che è stato? Un allenatore appena ritirato può raccontare la NBA con l'onestà che promette Doc Rivers o conoscerne troppo bene i protagonisti è un limite? E il dinosauro dorato di Toronto è un omaggio affettuoso o un modo sbrigativo di celebrare uno dei giocatori più importanti della storia dei Raptors?

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Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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