
Ep. 232 - il quinto titolo mondiale di Team USA femminile porta la sua imbattibilità ai Mondiali a 7.298 giorni e gli altri passaggi di oggi
Il quinto titolo mondiale consecutivo degli Stati Uniti arriva alla Uber Arena di Berlino al termine di una finale che per un tempo intero è stata saldamente in mano alla Francia, prima che un secondo tempo chiuso sul 54 a 24 spegnesse il sogno transalpino e consegnasse a Breanna Stewart un premio di miglior giocatrice che certifica una carriera senza sconfitte nelle competizioni che contano, mentre l'imbattibilità iridata americana tocca i 7.298 giorni.
Steve Ballmer, intanto, compie la marcia indietro più clamorosa dell'estate: undici giorni dopo aver definito caccia alle streghe l'indagine della NBA, il proprietario dei Clippers annuncia di aver pagato i trenta milioni di multa, di accettare integralmente le sanzioni e di rinunciare a qualunque azione legale, chiedendo scusa a tifosi, dipendenti e colleghi proprietari a poche ore dal consiglio della lega e a pochi giorni dall'apertura dell'indagine penale del Dipartimento di Giustizia.
E dopo essere stato accostato a uno dei due nuovi progetti romani, Ettore Messina sceglie di cambiare aria e continente, entrando come consulente nello staff degli Atlanta Hawks allenati da quel Quin Snyder che quindici anni fa gli faceva da assistente al CSKA Mosca.
Con nove esordienti assolute in dodici convocate e con due stelle rimaste a casa per infortunio, questo gruppo americano ha davvero ancora il margine che tutti gli riconoscono o il resto del mondo si è avvicinato più di quanto il punteggio finale racconti? Le scuse improvvise di Steve Ballmer sono un atto di responsabilità verso la propria comunità o una mossa dettata dalla comparsa dei procuratori federali e dalla speranza di vedersi alleggerire la condanna? E la scelta di Ettore Messina di ripartire dal campionato più competitivo del mondo, invece che da un progetto italiano in costruzione, dice qualcosa su di lui o dice qualcosa sullo stato della nostra pallacanestro?
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