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Ep. 230 - il talento nostro è l'anima e gli altri passaggi di oggi

10/9/2026
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L'eliminazione delle Azzurre per mano dell'Australia chiude un Mondiale in cui l'Italia è tornata tra le prime dodici del pianeta dopo trentadue anni di assenza, e lo fa nel modo più crudele possibile: ventisei punti di svantaggio ribaltati fino all'ottanta pari con una tripla da nove metri di un'esordiente di ventidue anni, e un ultimo appoggio al tabellone che si ferma sul ferro prima di uscire, mentre coach Capobianco consegna a fine partita la frase che racconta questo gruppo meglio di qualunque tabellino.

La sanzione più pesante nella storia della NBA chiude intanto dodici anni di un rapporto che era cominciato nel modo opposto, con un commissioner appena insediato che definiva Steve Ballmer il proprietario assolutamente perfetto e con il proprietario più ricco dello sport americano che ripuliva l'immagine della franchigia più derisa della lega, prima di ritrovarsi sospeso per un anno da un'indagine che ha finanziato lui stesso.

E l'apertura in due giorni dei negozi di figurine di Mo Bamba e Cooper Flagg, dentro una corsa che ha già arruolato Tom Brady, Lewis Hamilton, Jay-Z e i proprietari di mezza NBA, svela un movimento molto più profondo di una semplice moda del momento.

Questa Nazionale, capace di sfiorare l'impresa contro gli Stati Uniti e di rimontarne ventisei all'Australia, ha davvero ricostruito le fondamenta per tornare stabilmente ai piani alti del basket mondiale? Steve Ballmer considererà quanto accaduto una punizione da accettare o un tradimento da portare davanti a un tribunale, trasformando il caso nella prova più dura della gestione di Adam Silver? E gli atleti che oggi si comprano i negozi in cui vengono vendute le loro stesse figurine stanno inseguendo una passione oppure stanno prendendo posizione, con largo anticipo, dentro un mercato destinato a valere sempre di più?

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Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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