Giardino Futuro podcast

#254 Progettare un giardino sostenibile: cosa ho imparato a Valencia

2026-09-10
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Quanto è davvero sostenibile un giardino che dobbiamo continuamente potare, irrigare, concimare e correggere?
Durante il mio recente viaggio a Valencia mi sono ritrovato, inevitabilmente, a guardare il verde con gli occhi del giardiniere.

E tra l’Oceanogràfic e il grande Parco del Turia ho trovato molti spunti che mi hanno fatto riflettere.
Alberi lasciati crescere nello spazio necessario per diventare adulti.
Arbusti ed erbacee ben distanziati.
Prati coerenti con il clima mediterraneo.
Zone volutamente più naturali per favorire la biodiversità.

Soprattutto, ho avuto la sensazione di osservare spazi nei quali la manutenzione seguiva il progetto, invece di dover continuamente correggere gli errori fatti in partenza.
Ed è proprio da qui che parte questo episodio.

Perché spesso pensiamo alla sostenibilità come a qualcosa che viene dopo: consumare meno acqua, usare meno prodotti, ridurre le potature.
Ma un giardino sostenibile nasce molto prima.

Nasce quando scegli una pianta adatta al luogo, quando immagini quanto diventerà grande, quando le lasci lo spazio necessario e quando progetti pensando non soltanto all’effetto di oggi, ma a quello che accadrà tra dieci o vent’anni.

In questa puntata ti porto quindi con me tra i giardini di Valencia per parlare di progettazione, manutenzione, biodiversità e di una distinzione che considero fondamentale: quella tra un giardino lasciato andare e un giardino al quale viene consapevolmente lasciata libertà.

Perché forse il vero lusso di un giardino sostenibile non è averlo sempre perfettamente in ordine.
È non doverlo continuamente tenere in riga.

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