The Common Reader podcast

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L’idea di un podcast letterario nasce quasi per caso, da una chiacchierata. Nasce per parlare non solo di libri in sè e per sè, ma di come essi siano strettamente collegati alla realtà che ci circonda, di come la letteratura sia attuale e non un passatempo desueto. Se dalla carta nascono correnti di pensiero diffusissime, serie tv e film famosi in tutto il mondo, perchè non parlarne più spesso?

12 episodi

  • The Common Reader podcast

    Ep. 11: Il Diavolo di Runway #Palinsesti

    15:05

    Ciao a tutti amici e amiche, bentrovati! Spero che oggi siate ben vestiti, perchè l’occhio vigile di Miranda Priestly vi sorveglierà per l’intera durata dell’episodio. Quindi attenti alle scarpe e agli accessori! Grazie ai romanzi Chick lit, gli anni 2000 hanno visto sfornare commedie e serie tv tra le più iconiche del decennio, e Il diavolo veste Prada è forse tra le produzioni più famose. Purtroppo però, l’opera madre di questo gioiello cinematografico è stata col tempo dimenticata, e le controparti cartacee degli iconici personaggi che tutti abbiamo conosciuto grazie al grande schermo sono poco conosciute. Essendo Il diavolo veste Prada un film famosissimo grazie alle sue atmosfere, colonna sonora, costumi ed interpretazioni, è riuscito ad imporre la sua narrazione su quella del romanzo, a cui si è sicuramente affacciato un pubblico vastissimo, ma, a differenza di altri prodotti (come Il diario di Bridget Jones, dai cui romanzi sono stati prodotti ben tre film), la saga cartacea ha col tempo perso la sua presa sui lettori. Oggi siamo dunque pronti a ridare lustro a questo sfavillante romanzo, senza ovviamente dimenticare il film e i suoi meriti! Paragoneremo le due opere, cercheremo di comprendere le ragioni del successo di una versione sull’altra, ma soprattutto rileggeremo in chiave contemporanea alcuni personaggi o ed eventi della storia, cercando di riscoprirli! Siete pronti? Premete play!
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    Ep. 10: Il folle amore di Heathcliff

    19:54

    Ciao a tutti amici e amiche, rieccoci! Quando la crisi del lettore mi colpisce, o quando più in generale sono alla ricerca di ispirazione, i classici sono i romanzi a cui mi rivolgo per riaccendere la mente. Ho scelto di recuperare Cime Tempestose perchè volevo lasciarmi trasportare dalla struggente storia d’amore di Heathcliff e Catherine, e già mi immaginavo a piangere e soffrire con loro. Ma, fossi stata più consapevole della vera trama di questo romanzo, avrei ridimensionato le mie aspettative. Il romanzo di Emily Brontë si presenta come una storia su più livelli, che narra le conseguenze di folli passioni e temperamenti ribelli, allontanandosi molto dalle opere delle sorelle o delle scrittrici a loro antecedenti, come Jane Austen. Cime Tempestose non è la storia di nobili fanciulle e coraggiosi gentiluomini, e, per chi conosce l’opera, questa potrà sembrare un’affermazione scontata. Eppure la cultura di massa di questo romanzo inneggia solo le caratteristiche “comuni” con la letteratura contemporanea, senza in realtà spiegare il modo assolutamente anticonvenzionale e diverso con cui Emily Brontë tratta tematiche come l’amore, il desiderio di vendetta o la stessa figura dell’eroe. Oggi dunque abbatteremo un po’ delle falsi miti che circondano Cime Tempestose, in particolare ci soffermeremo proprio sulla storia d’amore tra i protagonisti e sulla figura di Heathcliff, cercando di comprendere chi siano gli eroi, le vittime e i carnefici della vicenda. Se siete curiosi di scoprire il lato più gotico della letteratura femminile ottocentesca, correte a premere play!
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    Ep. 9: Le fonti storiche del fantasy

    22:21

    Ciao a tutti amici e amiche, bentornati! Ahimè, oggi si conclude il mese fantasy e per concludere il nostro viaggio ho pensato di muoverci, in questo episodio conclusivo, a cavallo tra due mondi: quello delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e il nostro! Abbiamo già detto che il mondo creato da Martin è ampissimo e ha una storia ben definita, eppure non abbiamo ancora parlato delle fonti utilizzate dallo scrittore per la creazione delle sue vicende. Le “contaminazioni” di elementi del reale in queste storie fantastiche sono diffusissime: miti, leggende ed eventi storici vengono spesso utilizzati come base per lo sviluppo di trame o personaggi. È questo anche il caso di Martin! Accenni di storia medievale, rinascimentale o antica sono rilevabili in diversi punti della trama: possiamo riconoscere gli eventi di un conflitto celebre come la Guerra delle Due Rose, o ripensare al Massacro di Glencoe, o ancora scorgere figure storiche come Tiberio, Enrico VII o Agrippina nell’ombra di alcuni celebri personaggi della saga. Realtà e finzione si mescolano spesso nelle Cronache, e oggi la nostra attenzione sarà tutta rivolta a scovare quegli elementi narrativi che hanno radici nella storia del nostro mondo: chi si cela dietro personaggi come Stannis o Cersei, quali sono le vicende della saga che hanno riscontro con eventi realmente accaduti? Se come me siete appassionati conoscitori della storia e curiosi di scoprire in che modo Martin ha usato le fonti storiche per creare i suoi romanzi, cosa aspettate, correte a premere play!
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    Ep. 8: Di Elfi, Di Uomini e Regni #Arianna

    22:47

    Ciao a tutti amici e amiche, rieccoci! Pronti per il secondo episodio del nostro mese fantasy. Oggi avremo a che fare non con uno, bensì con due autori: l’immancabile Tolkien e l’ormai celeberrimo Martin. Entrambi padri di opere monumentali, sono stati capaci di costruire due mondi incredibili, ciascuno dotato della sua geografia, della sua storia e della sua cultura. Ma fare tutto ciò non è semplice e richiede anni e anni di studio. Tolkien e Martin hanno concepito due interi universi in cui nel tempo ci siamo immersi più volte, ma il concepimento dei loro mondi e il modo in cui li hanno presentati a noi lettori non è stato identico. Come abbiamo già detto nello scorso episodio, Il Signore degli Anelli non è molto esplicativo quando si tratta della storia della Terra di Mezzo, e il Silmarillion è un ottimo supporto per poter meglio comprendere tutti i dettagli taciuti da Tolkien nella trilogia. Tramite quest’opera riusciamo infatti a conoscere il passato di Arda, le sue origini e i regni dei suoi primi abitanti, i Valar e gli Elfi. Tolkien qui ci narra storie lontanissime, che hanno plasmato il suo mondo, portandolo ad essere ciò che è nel Signore degli Anelli. Allo stesso modo Martin sfrutta Il mondo del Ghiaccio e del Fuoco e Fuoco e Sangue per approfondire la storia dei Sette regni e di Essos. In questi due tomi lo scrittore ci parlerà più nel dettaglio dei regni dei Targaryen e della storia dei due continenti, dandoci modo di immergerci ancor meglio nel suo mondo. Ma in che modo il lavoro dei due scrittori può essere paragonato? Come essi analizzando la storia dei loro universi e cosa presentano al lettore? Se siete curiosi di conoscere i dettagli relativi al world building dei due scrittori e comprendere in che modo i due processi possano essere paragonati, premete play!
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    Ep. 7: Tolkien il Grigio

    19:37

    Ciao a tutti amici e amiche e bentornati! Con l’episodio di oggi partiamo per il nostro viaggio verso il mondo del fantastico -viaggio che occuperà l’intero mese di Febbraio! E come iniziare al meglio se non parlando dell’autore fantasy per eccellenza? Chi? Ma Tolkien ovviamente. Tanto si è detto sul “papà del fantasy contemporaneo”, c’è chi lo ama e c’è chi lo odia, il confronto è sempre stato abbastanza aspro e le divisioni nette. Ma oggi lasceremo da parte faide centenarie e cercheremo di analizzare l’opera tolkieniana per eccellenza, ovvero la trilogia del Signore degli Anelli, nel modo più imparziale possibile. Troppo lungo, troppo pesante, troppo così, troppo colì; bellissimo, entusiasmante, epico. Ma com’è, a conti fatti, Il signore degli Anelli? Scegliere se leggere o meno una saga tanto imponente è sempre difficile, ma tutto dipende dai gusti del singolo lettore. La verità è che Tolkien ha tanti pregi e tanti difetti, ma gli uni non devono oscurare gli altri e viceversa. Dallo stile ai contenuti, i temi, la caratterizzazione dei personaggi, tutti questi elementi possono essere motivo per gettarsi a capofitto nella lettura o per evitarla. La verità è che tutto dipende da noi, da ciò che ci piace leggere e ciò che stiamo cercando. Eppure certe cose sono, in un certo senso, obiettive. O almeno, lo sono sembrate a me. Il discorso che faremo oggi nasce dalla mia personalissima esperienza e potrà non essere universale. Ma il mio compito è cercare di mostrarvi in modo imparziale tutti i pro e i contro del mondo di Tolkien. Se quindi siete appassionati, scettici o curiosi, correte a premere play!
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    Ep. 6: Money Honey

    21:06

    Ciao a tutti amici e amiche, bentrovati! Nell’episodio di oggi torneremo a parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: le strategie editoriali attuate sul nostro territorio. Negli ultimi anni abbiamo visto la diffusione di molti generi poco pubblicati in precedenza; sembra quasi che le case editrici si stiano aprendo alle richieste dei lettori, ma è davvero così? O dietro queste pubblicazioni ci sono strategie editoriali molto più complesse? Quando una casa editrice sceglie di correre il rischio e lanciare sul mercato una novità? Analizzando bene il panorama, sembra infatti che queste fantomatiche novità, non lo siano poi così tanto: che siano esse nuovi romanzi di nomi già affermati, o autori esordienti, spesso le case editrici sembrano disposte a correre il rischio della pubblicazione solo quando sicure di avere le spalle coperte. Oggi analizzeremo quindi un fenomeno molto diffuso negli ultimi anni e largamente appoggiato dall’editoria italiana: la pubblicazione di romanzi scritti da Youtuber. Questi ragazzi sono l’esempio perfetto di esordienti cui viene -inspiegabilmente?- data la grandissima possibilità di essere pubblicati da nomi già affermati nel campo editoriale. I motivi dietro queste sensazionali scelte prese da editori in un territorio che appare così poco aperto all’innovazione sono presto detti: gli Youtuber portano soldi. Ma quale sarà la qualità effettiva del prodotto proposto? Sono queste pubblicazioni all’altezza dei nostri standar e degli standar del mercato editoriale stesso? Se siete curiosi di saperne di più, correte e premere play!
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    Ep. 5: Arciduchessa, Delfina, Regina #Palinsesti

    17:30

    Ciao a tutti amici e amiche, ci ritroviamo per il primo episodio del 2021, yay! Per iniziare questo nuovo anno, ho deciso di proporvi un episodio un po’ diverso dal solito, perchè anche se in effetti parleremo di un libro e del film da esso tratto, oggi la nostra protagonista sarà una figura storica, Maria Antonietta. Al centro del primo episodio della rubrica #Palinsesti ci saranno il saggio di Maria Fraser dedicato a Maria Antonietta, e il film di Sofia Coppola del 2006. La famosissima regina di Francia è sicuramente uno dei personaggi storici più controversi e chiacchierati di sempre, ma cosa è stata davvero? Una regina amorevole e generosa? Una donna altezzosa e sprezzante, fiera del suo status e disinteressata al suo popolo? Una madre e moglie devota? Una spendacciona? Innumerevoli sono stati i film, libri e documentari che hanno cercato di delineare un ritratto fedele della regina, eppure raccontando la vita di una figura così lontana del tempo è inevitabile tralasciare dettagli. Antonia Fraser, nel suo saggio, è attenta a selezionare una quantità vastissima di fonti con l’intento di ricostruire l’immagine di Maria Antonietta e ridarle nuovo lustro, cercando di essere quanto più veritiera possibile. Per la Fraser lasciarsi condizionare dalle dicerie e dai libelli è inutile e fuorviante, il suo obiettivo è di restituirci un’immagine quanto più veritiera possibile di Maria Antonietta, evidenziandone i pregi senza tralasciare i difetti. Allo stesso modo Sofia Coppola sceglie di raccontare la storia della regina in modo tale da presentare al pubblico la vita di una giovane donna in un paese straniero, mostrandoci le sue difficoltà e le gioie, racchiudendo il tutto nell’atmosfera sfarzosa, allegra e magica di Versailles. Saranno riuscite scrittrice e regista nel loro obiettivo di riabilitare ai nostri occhi la figura di questa famosissima regina? Se siete curiosi di saperne di più, cliccate play!
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    Ep. 4: Dati di fatto #SottoPseudonimo

    23:22

    Ciao amici e amiche, rieccoci con un nuovo episodio! Anche oggi, al centro della nostra discussione ci saranno le donne. O meglio il gender data gap. Che cos’è un data gap? È un vuoto, una mancanza. Nel caso specifico delle donne, un’assenza di informazioni che le ha accompagnate per l’intera storia umana, danneggiandole, relegandole in secondo piano. Il saggio di cui parleremo oggi, Invisibili di Caroline Criado-Perez, non pretende di colmare questo vuoto di dati, ma ce lo espone, attira la nostra attenzione in quelle aree grigie di cui nessuno si è mai preoccupato. Il compito della giornalista è spiegarci come avviene la sistematica esclusione delle donne, come essa le danneggi e come sia appunto basata su questo data gap. Il mio piccolo compito, in questo caso, è cercare di riflettere sui contenuti dell’autrice. Come è recepito un saggio tanto controverso dai lettori di tutto il mondo? Quanto di ciò che viene riportato è accettato, quanto contestato? Caroline Criado-Perez afferma che, in un mondo di uomini, costruito dagli uomini, il più delle volte controllato dagli uomini, le necessità femminili saranno sempre trascurate finchè non si concentrerà l’attenzione sui dati mancanti e riguardanti le donne. Oggi quindi il nostro compito sarà quello di concentrarci su questi dati e riflettere sulle problematiche esposte nel saggio. È un compito importante, per cui questa volta vi invito con grande entusiasmo a premere play! Conoscere Invisibili potrebbe aprire le vostre prospettive più di quanto immaginiate.
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    Ep. 3: Ladri di altri tempi e fantasy contemporanei

    24:36

    Ciao a tutti amici e amiche, eccomi qui con un nuovo episodio! Oggi, anche se parleremo di uno dei miei generi preferiti, mi sento un po’ polemica. Era da tanto che non leggevo un fantasy entusiasmante, ma poi ho scoperto Sei di Corvi e le cose sono cambiate: ho passato un mese tra i romanzi di Leigh Bardugo e alla fine sono riemersa con un grande interrogativo in testa: perché da qualche anno a questa parte una grande fetta dei fantasy proposti dal mercato editoriale italiano è Young Adult? Che fine hanno fatto i fantasy “per tutte le età”? Ma soprattutto, considerata la grandissima diffusione degli Young Adult, quali sono le problematiche diffuse di questa letteratura per ragazzi? Come lettrice ormai cresciuta ho delle aspettative sicuramente diverse rispetto a quelle di un adolescente, e forse anche l’occhio un po’ più critico. Ho quindi deciso di cogliere l’occasione e analizzare i punti di forza e debolezza dei romanzi del Grishaverse, soprattutto in relazione alle tematiche in essi trattate e alla proposta del mercato editoriale circa il genere fantasy. Voi che ne pensate dei romanzi di Leigh Bardugo? Li avete letti? Se siete curiosi di conoscere più a fondo le mie opinioni al riguardo, premete play!
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    Ep. 2: Lizzie, Bridget e i Darcy #Arianna

    17:35

    Ciao a tutti amici e amiche e rieccoci qui per il nuovo episodio del podcast! Essendo Orgoglio e Pregiudizio uno dei miei romanzi preferiti non potevo non parlarne, ma,  per farlo, ho deciso di utilizzare la seconda rubrica del podcast: #Arianna. Quindi parleremo non solo di Elizabeth Bennet ma anche di una sua amica nata qualche secolo dopo, ovvero la mitica Bridget Jones. Oggi infatti il nostro compito sarà scoprire il legame tra Orgoglio e Pregiudizio e Il diario di Bridget Jones: in che modo questi due romanzi dialogano tra loro? Di sicuro le due protagoniste hanno in comune molto più di quanto potremmo pensare all’apparenza, e non solo perchè il cognome dei rispettivi innamorati è Darcy. In questo episodio analizzeremo quindi la personalità di queste due fantastiche eroine letterarie, scopriremo in che modo, a distanza di duecento anni, le loro vite sembrano scorrere parallele, perchè le imposizioni della società le rendono vicine e quale sarà poi il loro modo per affrontare giudizi e avversità. Se vi ho incuriositi, correte a premere il tasto play! E domandatevi, siete più simili ad Elizabeth o alla stravagante Bridget?

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