
"Il cuore non va a dormire" di Enrico Galiano e "8.6 gradi di separazione" di Giulia Scomazzon
Sasha è un'adolescente solitaria, ha solo due amici fidati, frequenta di nascosto una palestra di box (per la madre non è uno sport per ragazze) e sempre di nascosto, per non essere presa in giro, ascolta musica classica. Affida tutti i suoi pensieri a un quaderno: solo in quelle pagine riesce a confessare il suo amore per il professore di diritto e quanto è accaduto fra loro. Parallelamente c'è la storia di Alessandra, una quarantenne che si occupa d'arte, massima esperta di Moresco, un artista misterioso che dipinge dei murali e di cui nessuno conosce l'identità. Da anni non compaiono sue opere, ma un giorno sui muri di una chiesa compare un murale che potrebbe segnare il suo ritorno. Anche quest'opera porta il marchio di fabbrica dell'artista, una crepa, perché per Moresco tutta l'opera d'arte nasce appunto da una crepa, non più difetto, ma occasione di creatività. Così come le crepe, nel passato delle due protagoniste, rappresentano un po' il centro intorno al quale hanno costruito le proprie esistenze. Tutto questo è narrato nel romanzo "Il cuore non va a dormire" (Einaudi) di Enrico Galliano, scrittore e insegnante molto amato sia da giovani che da adulti, proprio per questa sua capacità di comprendere le emozioni e di creare un ponte fra le generazioni.
Nella seconda parte parliamo del romanzo "8.6 gradi di separazione" di Giulia Scomazzon (Nottetempo). Alice è una trentenne che beve molti alcolici e li mischia anche con tranquillanti e droghe leggere. Per il suo fidanzato Giacomo e per altre persone che la circondano, lei è un'alcolista e dovrebbe curarsi, ma per Alice la dipendenza è una forma di autoconservazione e non di autodistruzione. È consapevole di bere grandissime quantità di alcol, ma si definisce una bevitrice funzionale, non vede su di sé l'abbruttimento tipico degli alcolisti. Il fidanzato la spinge a frequentare un gruppo di alcolisti anonimi, ma Alice con il suo carattere sferzante ne mette in evidenza per esempio il fanatismo. Una tragicommedia (dove gli 8.6 gradi sono quelli della birra preferita dalla protagonista), narrata con ironia tagliente.
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