
"Gli antropologi" di Ayşegül Savas e "L'era dell'acquario" di Fabio Bacà
È stato definito miglior libro dell'anno dal New Yorker, prestigiosa rivista culturale americana. Si intitola "Gli Antropologi" (Gramma Feltrinelli - traduz. Gioia Guerzoni) di Ayşegül Savaş, scrittrice turca cosmopolita, racconta la storia di una coppia di trentenni expat, Asya e Manu. Vivono da anni in una città mai nominata esplicitamente, arrivano da due paesi diversi e parlano la lingua del paese dove hanno studiato e scelto di vivere. Sono sempre sospesi fra il desiderio di appartenere a quella città d'adozione e il senso di colpa per aver abbandonato le proprie origini. La paura di apparire estranei alle proprie famiglie, ma anche stranieri nella città. In questo romanzo dalle atmosfere rarefatte e dalla scrittura asciutta, si narra dunque la vita di Asya e Manu, che dopo l'entusiasmo per il nuovo ambiente cercano un po' di stabilità e decidono di comprare casa, in un tentativo forse di affermare un'appartenenza a quella città che loro vogliono sentire a tutti i costi familiare.
Una quasi quarantenne che vende video-hard su OnlyFans, un diciassettenne costretto sulla sedia a rotelle da una malattia degenerativa, il mistero di una coppia travolta da una valanga nel 1980 (lei è morta ed è stata trovata nuda sotto la neve, lui invece è miracolosamente sopravvissuto). Una serie di riflessioni sull'esistenza di Dio, sul suicidio, ma anche sui social network. Tutti questi, e non solo, sono gli ingredienti di "L'era dell'Acquario" (Adelphi) scritto da Fabio Bacà, autore di "Benevolenza cosmica" e "Nova". Un romanzo denso e articolato, con una scrittura, come sempre accade nel caso di Bacà, ritmata e vorticosa, con uno sguardo spesso ironico, se non sarcastico, e personaggi pieni di sfaccettature. Tutta la prima parte è su Chloe, pseudonimo che una donna adotta su OnlyFans: fa la sex influencer, ma crede che presto dovrà interrompere questa attività. Per fare cosa? Non ne ha assolutamente idea. Lei è sempre in fuga da sè stessa e dal suo passato traumatico, con il quale non vuole fare i conti. Poi il lettore si trova a seguire le vicende di Samuel, un adolescente con disabilità che ha pensieri suicidi per un amore non ricambiato. I due sono destinati a incontrarsi e solo alla fine del romanzo si coglierà il senso del prologo, ossia il ritrovamento della coppia sotto la valanga.
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