Il cacciatore di libri podcast

Dario Ferrari e Irene Salvatori

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"L'idiota di famiglia" di Dario Ferrari e "Non ancora 101" di Irene Salvatori

Ricordate "La ricreazione è finita", romanzo di successo del 2023? Ora lo scrittore Dario Ferrari è tornato in libreria con "L'idiota di famiglia" (Sellerio). Un romanzo in cui si trovano anche alcuni temi del precedente, come lo sguardo disilluso sulle carriere universitarie, lo stile ironico e tagliente, ma anche la struttura con una storia principale che fa da contenitore a una narrazione di fatti che si ispirano a vicende storiche. L'io narrante è Igor, un traduttore quarantenne quasi costretto a lavorare su libri estremamente commerciali che lui disprezza. È in crisi con la compagna Marta, che avrebbe dovuto avere un incarico da ricercatrice universitaria ma è costretta a cambiare vita, arrivando a pubblicare un libro di successo. Igor lascia Roma e torna a Viareggio perché il padre, un noto professore di storia e filosofia in pensione, è affetto da demenza senile. Igor si sente stretto fra il desiderio atavico di essere apprezzato dal padre, la consapevolezza di essere un po' invidioso del successo della fidanzata, la tensione con la sorella Ester ottimista al limite della superficialità, mentre lui tende al pessimismo e "si cruccia di problemi irrilevanti". Fra le carte del padre, Igor trova la narrazione di un episodio realmente accaduto a Viareggio nel 1920, ossia la creazione per tre giorni di una Repubblica di stampo bolscevico.

Nella seconda parte parliamo di "Non ancora 101" di Irene Salvatori (Marcos y Marcos). La protagonista è una cinquantenne italiana che vive a Berlino in una casetta nel bosco con tre figli e una serie di cani, ma forse dovremmo definirla co-protagonista visto che la scena è spesso presa dai diversi cani, ognuno con il proprio carattere e un linguaggio particolare. La donna racconta che da bambina era appassionata del film animato "La carica dei 101" sperando di poter realizzare prima o poi lo stesso sogno di una casa piena di cani. Da adulta la narratrice racconta con un linguaggio piuttosto vorticoso, un mix di ironia e di dolcezza, la sua vita quotidiana con i figli, ma soprattutto con tanti cani: Rosa, bellissima e migliore amica, Gabor, lamentoso e populista, Aviv che sembra un peluche e tanti altri.

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