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16 INSULTI Italiani Divertenti e Senza Parolacce per Rimanere Educati

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Ti è mai capitato di avere una voglia matta di insultare qualcuno ma di non poter dire una parolaccia? Perché eri in ufficio, a cena dai suoceri, davanti a un bambino di cinque anni, o semplicemente perché sei una persona educata. Ho una bellissima notizia per te: l'italiano è una lingua ricchissima di insulti che non sono parolacce, che puoi dire davanti a tua nonna, e alcuni sono addirittura affettuosi. Offendere Qualcuno in Modo Cortese in Italiano In questo articolo trovi 16 insulti informali italiani senza parolacce, con significati, esempi e curiosità etimologiche. Ma prima, un avvertimento fondamentale: in italiano, con gli insulti, il tono di voce fa il 90% del lavoro. La stessa identica parola, detta sorridendo a un amico, è una carezza; detta con la faccia seria a uno sconosciuto, è una dichiarazione di guerra. Se vuoi ripassare le frasi utili per la conversazione quotidiana in italiano, puoi consultare la guida dedicata. Ecco un esempio della differenza: "Ma sei un salame!" → affettuoso, quasi tenero "Sei. Un. Salame." → una dichiarazione di guerra E c'è anche una cosa molto italiana che si chiama sfottere (o "prendere in giro"): prendere in giro gli amici è, in Italia, un modo per dire "ti voglio bene". Più siamo in confidenza, più ci insultiamo. Se un italiano non ti prende mai in giro, forse non sei ancora suo amico. Parte 1: Insulti per Chi Non è Proprio una Cima Cominciamo dagli insulti dedicati agli ingenui, agli ignoranti e a chi non capisce le cose. Sono sei parole che sentirai spesso nelle conversazioni quotidiane degli italiani. 1. Pollo Il pollo è la persona ingenua, quella che si fa fregare facilmente, quella che crede a tutto. Esempi: "Ha comprato un iPhone per strada a 50 euro. Dentro la scatola c'era una patata. Che pollo!" "Non fare il pollo, quello ti vuole solo fregare." Curiosità: esiste anche l'espressione "pollo da spennare", cioè la persona a cui togliere i soldi esattamente come si tolgono le piume a un pollo. Se un venditore ti guarda e sorride troppo, meglio fare attenzione. 2. Fesso Il fesso è lo sciocco, l'ingenuo, quello che non capisce come funziona il mondo. È diffusissimo soprattutto al Centro-Sud. L'uso più comune, però, è difensivo: "Mi hai preso per fesso?" = pensi davvero che io sia stupido? "Non fare il fesso e stammi a sentire." Da questa parola nasce l'espressione "fare fesso qualcuno", che significa imbrogliarlo, truffarlo. Per esempio, "mi hanno fatto fesso" significa "mi hanno fregato" ed è un passato prossimo molto comune nel parlato. C'è anche il diminutivo affettuoso fessacchiotto, che è molto più tenero e si usa spesso con i bambini. 3. Testa di Rapa Questo è per chi non capisce niente, anche quando gli spieghi le cose venti volte. Esempio: "Te l'ho spiegato tre volte, testa di rapa!" Varianti utili: Zuccone (da zucca = testa): "Studia, zuccone!" Sei di coccio (il coccio è la terracotta): "Non capisci proprio, sei di coccio!" Testa dura: uguale, ma sottolinea la testardaggine Gli italiani insultano molto con le verdure. Oltre alla rapa, esiste anche broccolo, registrato dai dizionari proprio nel senso di "persona poco sveglia". Se qualcuno ti chiama con il nome di un ortaggio, non ti sta invitando a cena. 4. Bischero Questo è un regalo che ci fa la Toscana. Bischero significa sciocco, ingenuo, credulone, ma in modo bonario. A Firenze è praticamente un intercalare: "O bischero, dove vai?". La Leggenda della Famiglia Bischeri A Firenze tutti raccontano che la parola venga dalla famiglia Bischeri, che possedeva case nella zona dove oggi c'è Piazza del Duomo. Il Comune voleva comprarle per costruire Santa Maria del Fiore, ma i Bischeri tirarono talmente tanto sul prezzo che finirono per perdere tutto (c'è chi dice per esproprio, chi dice per un incendio). Da allora "fare come i Bischeri" significherebbe fare una scelta stupidissima. La famiglia è esistita davvero e l'incrocio si chiama ancora Canto dei Bischeri, ma attenzione: i linguisti considerano questa storia una etimologia popolare. Nei dizionari, infatti, il primo significato di bischero è un altro: il piolo di legno che regola le corde della chitarra e del violino. Per altre curiosità simili, puoi consultare la guida sui proverbi italiani più famosi. 5. Capra Capra non significa esattamente "stupido". I dizionari la definiscono come la persona ignorante e ostinatamente chiusa nella propria ignoranza: non solo non sai le cose, ma non hai nessuna intenzione di impararle. Esempio: "Non sai chi ha scritto la Divina Commedia? Capra!" Curiosità culturale: questo insulto è diventato leggendario grazie al critico d'arte Vittorio Sgarbi, celebre in televisione per la sua aggressività verbale e per aver urlato ai suoi interlocutori "Capra! Capra! Capra!". Ormai è un meme nazionale. 6. Non è un'Aquila Ed ecco l'arte dell'insulto elegante: l'understatement. Non dici che qualcuno è stupido, dici solo che non è un genio. Esempio: "È simpaticissimo, eh… però non è un'aquila." Varianti bellissime: Non è una cima: "Come studente non è una cima." Non ha inventato l'acqua calda: "Sarà pure laureato, ma non ha inventato l'acqua calda." Nota importante: questi si usano quasi sempre in terza persona, cioè per parlare male di qualcuno alle sue spalle. Sono gli insulti perfetti per il pettegolezzo. Parte 2: Insulti per Chi è Imbranato, Molle o Inutile La seconda parte è dedicata a chi non reagisce, a chi è goffo, a chi non ha carattere o a chi non ha alcun peso in una situazione. Sono quattro espressioni tra le più usate nella lingua parlata. 7. Salame Il salame è quello un po' tonto, un po' addormentato, che non reagisce. Esempi: "Non stare lì impalato come un salame, aiutami!" "Le piacevi e non le hai detto niente? Sei un salame!" Attenzione: si dice "sei un salame" anche a una donna. Il salame non ha femminile. Il cibo è una miniera di insulti italiani, e i dizionari li registrano tutti. Mozzarella e scamorza per chi è debole, inetto, privo di carattere; pera cotta per chi non ha energia; pesce lesso per chi non ha personalità. Praticamente un menù completo. 8. Imbranato / Imbranata L'imbranato è goffo, impacciato, non sa fare le cose con le mani (né con niente). Esempi: "È così imbranato che è caduto mentre era fermo." "Scusa, sono un po' imbranata con la tecnologia." È utile sapere che questo è uno dei pochi insulti che puoi usare su te stesso senza problemi, come scusa. E ha una variante fantastica: "sei una frana", cioè sei un disastro naturale che cammina. 9. Pappamolla/e Il pappamolla (o pappamolle) è chi non ha tempra, chi non ha carattere, chi non prende mai una decisione e si lascia trascinare dagli altri. Esempi: "Non fare il pappamolla, diglielo che ti piace!" "Sei un pappamolla, non riesci nemmeno a lamentarti al ristorante." Varianti: smidollato (senza midollo, quindi senza spina dorsale), rammollito, posapiano, e per alzare il livello coniglio e fifone, che parlano proprio di paura. Curiosità: la parola nasce da pappa (il cibo dei bambini piccoli) + molle (morbida). Letteralmente: sei una pappetta molle. I dizionari registrano la forma pappamolle, ma nel parlato quotidiano sentirai moltissimo anche "pappamolla". Nota grammaticale: la parola non cambia mai forma, quindi puoi dire sia un pappamolla sia una pappamolla. 10. Contare Quanto il Due di Coppe Ecco l'espressione più italiana di tutte per dire che qualcuno non conta assolutamente niente. Esempi: "Alle riunioni conta quanto il due di coppe." "In quella famiglia il povero Marco vale quanto il due di coppe quando la briscola è bastoni." Curiosità Culturale: la Briscola e le Carte Italiane Nelle carte italiane i quattro semi sono coppe, denari, spade e bastoni. Nel gioco della briscola, all'inizio si sceglie un seme dominante; il due è già la carta con il punteggio più basso, e se in più non è del seme di briscola, allora non vale davvero nulla. Il bello è che il seme cambia da regione a regione: a Messina, per esempio, si dice quando la briscola è spade; altrove bastoni o denari. E in Toscana esiste anche la versione corta: "conta quanto il due di briscola". Parte 3: Insulti per Chi Ha un Carattere Insopportabile Passiamo agli insulti per chi ha comportamenti fastidiosi: i presuntuosi, i maleducati, quelli che rompono e quelli che ti fanno addormentare in dieci minuti. 11. Pallone Gonfiato Il pallone gonfiato è il presuntuoso, quello che si crede molto più importante di quello che è: grande fuori, vuoto dentro. Esempio: "Da quando l'hanno promosso è diventato un pallone gonfiato." Variante modernissima e utilissima: "tirarsela". "Ma quanto se la tira?!" = ma quanto si crede superiore? "È bravo, però se la tira un po' troppo." Se impari una sola espressione da questo articolo, impara "se la tira": gli italiani la usano ogni giorno. Per altre espressioni utili nel parlato quotidiano, puoi consultare la guida sulle espressioni utili per iniziare una conversazione in italiano. 12. Cafone / Cafona Il cafone è il maleducato, quello senza classe, quello che parla ad alta voce al telefono in treno. Esempi: "Ha risposto al telefono al ristorante urlando: che cafone!" "Non salutare quando entri è da cafoni." Curiosità Etimologica: da Contadino a Maleducato Originariamente cafone indicava semplicemente il contadino dell'Italia meridionale, senza intenzione offensiva (lo trovi ancora così nei romanzi di Ignazio Silone). L'etimologia è ufficialmente incerta, ma l'Accademia della Crusca propende per una derivazione dal latino cavare, cioè "scavare, rivoltare la terra": il cafone sarebbe quindi "colui che zappa". Il passaggio a "persona rozza" è documentato dal Settecento, e la parola si è diffusa in tutta Italia dopo l'Unità. ...

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