
Episodio 382 - Il segreto della presenza: smetti di subire le tue emozioni
20/3/2026
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Spesso cadiamo nell'errore di pensare che essere "presenti" significhi anestetizzare il nostro sentire o eliminare le emozioni. In realtà, la maggior parte delle volte noi subiamo le emozioni: esse ci accadono, non siamo noi a farle succedere intenzionalmente.
Anche se ci piace pensare di esserne gli artefici, la verità è che non ne abbiamo il pieno controllo creativo.
Molte persone si avvicinano alla meditazione con l'aspettativa di "risolvere" o cancellare gli stati d'animo difficili. È una reazione umana naturale: cerchiamo il piacere e fuggiamo il dolore.
Tuttavia, poiché è impossibile controllare gli eventi del mondo esterno, l'unica strada percorribile è imparare a gestire il nostro mondo interiore.
Praticare la presenza non significa scacciare la rabbia o la tristezza, ma imparare a "tenere loro compagnia". Le emozioni, comprese quelle più spiacevoli, vanno accolte per essere comprese. Per farlo, dobbiamo ricordare la loro triplice natura:
Scegliere la presenza è il più grande atto d'amore che possiamo compiere verso noi stessi. È lo strumento che ci permette di integrare le nostre diverse parti, ricomponendo i frammenti del nostro vissuto. Non è un processo immediato: richiede pazienza, cura e, soprattutto, tempo.
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Anche se ci piace pensare di esserne gli artefici, la verità è che non ne abbiamo il pieno controllo creativo.
Molte persone si avvicinano alla meditazione con l'aspettativa di "risolvere" o cancellare gli stati d'animo difficili. È una reazione umana naturale: cerchiamo il piacere e fuggiamo il dolore.
Tuttavia, poiché è impossibile controllare gli eventi del mondo esterno, l'unica strada percorribile è imparare a gestire il nostro mondo interiore.
Praticare la presenza non significa scacciare la rabbia o la tristezza, ma imparare a "tenere loro compagnia". Le emozioni, comprese quelle più spiacevoli, vanno accolte per essere comprese. Per farlo, dobbiamo ricordare la loro triplice natura:
- Impermanenza: sorgono e svaniscono, nulla resta per sempre.
- Insoddisfazione: proprio perché mutano continuamente, non possono offrirci un appagamento definitivo.
- Impersonalità: le emozioni non sono "noi", sono fenomeni che ci attraversano.
Scegliere la presenza è il più grande atto d'amore che possiamo compiere verso noi stessi. È lo strumento che ci permette di integrare le nostre diverse parti, ricomponendo i frammenti del nostro vissuto. Non è un processo immediato: richiede pazienza, cura e, soprattutto, tempo.
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