
Parte oggi, per chiudersi l'11 settembre, l'offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) da 13,2 miliardi delle Poste su Telecom Italia, destinata a riportare la società telefonica tra le partecipate pubbliche. Obiettivo ultimo dell'operazione: dare vita alla «più grande piattaforma connessa d'Italia», come si legge nel documento di offerta pubblicato ieri. Il nuovo gruppo, per il quale si stimano ricavi aggregati a 26,9 miliardi e oltre 150mila dipendenti, «si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività, finanziari, assicurativi e di logistica». In particolare, facendo leva sulla capillare presenza fisica degli uffici postali e sull'infrastruttura di Tim, si mira a gettare le basi per i futuri "data center di prossimità", dislocati sul territorio a differenza degli attuali grandi hub di raccolta di informazioni centralizzati. Ne parliamo con Matteo Del Fante, AD Poste Italiane (nella foto).
Media, mediatori propongono tregua di 10 giorni. Ma Houthi annunciano blocco marittimo Arabia Saudita
I mediatori hanno proposto una tregua di 10 giorni per esplorare le modalità per rilanciare l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive Reuters citando una fonte iraniana di alto livello, secondo quanto riportato da Sky News.
Nel mentre però le forze armate controllate dagli Houthi hanno annunciato l entrata in vigore immediata di un «blocco navale totale» contro l Arabia Saudita, secondo una dichiarazione video del portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, rilanciata da alcune emittenti filo-iraniane. Per quanto riguarda l'impatto sul mercato petrolifero, lo scorso 9 luglio, Tabarelli scriveva sul Sole: "Rimane surreale il basso livello dei prezzi del petrolio in queste ore in cui è saltata la tregua, con lo stretto di Hormuz che è di nuovo chiuso. Gli 80 $, in aumento di circa il 10% rispetto ai minimi di 72 $ di lunedì, sono bassi rispetto ai 115 toccati ad inizio crisi a metà marzo 2026, che erano già poco rispetto alla media di 107 del periodo 2011-2014 o ai 140 del luglio 2008. Numerose sono le ragioni che spiegano i bassi prezzi, dal crollo delle importazioni cinesi, al ricorso a scorte, dal calo della domanda dei paesi poveri, ad una maggiore produzione da altre aree. Tuttavia, il mancato shock rimane un mistero che, se non altro, è un regalo per i consumatori, in particolare per l Europa, che dipende dall energia importata per il 55%. Approfondiamo il tema con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia.
Indicatore di Buffett: così i listini hanno corso molto più del Pil
Il Warren Buffett Indicator torna a lampeggiare in rosso su numerose Borse mondiali. Il rapporto confronta la capitalizzazione complessiva delle società quotate con il Pil del Paese: quando il valore del mercato azionario supera quello dell intera economia, la valutazione viene generalmente considerata elevata. La logica è intuitiva. Nel lungo periodo i profitti delle imprese non possono allontanarsi indefinitamente dalla ricchezza prodotta dall economia reale. Lo stesso Buffett lo definisce uno dei migliori strumenti sintetici per capire a quale livello si trovano le valutazioni. La fotografia di luglio mostra però quanto questa soglia sia stata superata. Negli Stati Uniti la capitalizzazione delle società quotate ha raggiunto il 237,7% del Pil. Wall Street vale quindi quasi due volte e mezzo l economia americana. Il dato riflette la corsa delle grandi società tecnologiche, il peso crescente degli asset immateriali e la forte concentrazione degli indici in poche aziende legate all intelligenza artificiale. Il principale pregio del Buffett Indicator è la semplicità. Evita di concentrarsi sui multipli di una singola società e offre una visione d insieme del divario tra finanza ed economia reale. Il suo principale difetto è il denominatore. Il Pil misura l attività prodotta all interno dei confini nazionali, mentre la capitalizzazione incorpora il valore attuale di utili che molte multinazionali realizzano all estero. Più le imprese diventano globali, meno il confronto è omogeneo. Non è quindi un segnale capace di stabilire quando inizierà una correzione. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.
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