
Processare più facilmente i minori non risolverà il problema della criminalità giovanile. Ma perché? | 983
27/7/2026
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Dal caso Caivano del 2023 il governo ha progressivamente irrigidito la risposta alla criminalità minorile, introducendo misure sempre più severe. Prima con il decreto Caivano, poi con il disegno di legge sicurezza e ora con un nuovo ddl che potrebbe cambiare uno dei principi fondamentali della giustizia minorile: l'imputabilità. Tra i 14 e i 18 anni, infatti, la capacità di intendere e di volere verrebbe presunta, salvo prova contraria. Una scelta che, però, difficilmente riuscirà a ridurre davvero la criminalità giovanile. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.
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