
“La funzione molto seria del razzismo è la distrazione. Ti impedisce di fare il tuo lavoro. Ti costringe a spiegare, ancora e ancora, la ragione della tua esistenza.” Le parole di Tony Morrison, scrittrice americana, descrivono come il razzismo funzioni spesso come un dispositivo che impone giustificazioni continue, una lente che precede i corpi e li definisce. A partire dall’esperienza biografica di Espérance Hakuzwimana, esploreremo come questi processi di razzializzazione attraversino il quotidiano: dai nomi al lavoro, fino alle relazioni che si sviluppano in contesti di marginalità, dove il degrado ha origine da pessime scelte urbanistiche e si acuisce nell’assenza di servizi o progetti di riqualificazione.
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