Pop-up Green: moda e sostenibilità senza greenwashing podcast

L'uomo che vestiva Dior adesso veste Zara. Dovremmo essere felici?

0:00
30:12
Retroceder 15 segundos
Avanzar 15 segundos
Immagina un abito. Non un abito qualunque: un abito di seta tagliato in sbieco, costruito a mano, venduto all'asta a Parigi per 637.500 euro. Non è un'opera d'arte in un museo — è un vestito da donna, firmato John Galliano per Dior.Poche settimane dopo, lo stesso designer annuncia che lavorerà per Zara.
Se ti è venuta una sensazione strana sentendo queste due frasi una dopo l'altra, è comprensibile. Non significa necessariamente che sia una cosa sbagliata. Significa che è una cosa complicata. E le cose complicate meritano di essere approfondite.

Quando il più raffinato couturier del mondo firma per un grande brand del fast fashion, è un segnale di speranza per la moda sostenibile — o è esattamente il contrario? Ne parliamo in questo episodio, che puoi anche leggere qui:
https://dress-ecode.com/luomo-che-vestiva-dior-adesso-veste-zara-dovremmo-essere-felici/
Raccontiamo di John Galliano, Zara, e di una parola che non trovi nei dizionari della moda: re-authoring.

Voci: Arianna De Biasi, Annamaria Visco, Rossella Infantino, Graziella Conti
Musica: Quiet flight, Paul Yudin, Upbeat License code: LITDGBJNGCKWGHWZ; pixabay Music with license - please write us in case of checking; Looming, Yeti Music, Upbeat License code: VHIOVQXYRKILMJCS

Otros episodios de "Pop-up Green: moda e sostenibilità senza greenwashing"