Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! podcast

Come PRONUNCIARE la “R” italiana VIBRATA + Rotacismo

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La pronuncia è, senza dubbio, uno dei primi grandi problemi con cui ci confrontiamo quando cominciamo ad imparare una nuova lingua! In italiano, uno dei suoni più difficili da pronunciare per i non-madrelingua è sicuramente la “R” vibrata. In questa lezione scopriremo se tutti gli italiani lo pronunciano allo stesso modo, la ragione per la quale non tutti riescono a pronunciarla, e come migliorare la pronuncia di questa consonante, per chi non ci riesce. Impara a pronunciare la "R" in italiano Caratteristiche della "R" Prima di tutto, è importante sottolineare che non tutti gli italiani pronunciano la “R” nella stessa maniera: non c’è sempre quel suono forte e “vibrato” che ci si aspetterebbe. Dipende soprattutto da fattori interni (come deficit o disturbi linguistici sviluppati da bambini quando si stava imparando a parlare, come la cosiddetta “r moscia”) oppure esterni, tra cui la regione ed il dialetto della stessa, che influenzano fortemente la pronuncia, ma attenzione: nessuna di queste pronunce “differenti” rende qualcuno “meno” italiano degli altri. La “R” in italiano può avere tre diverse posizioni all’interno della parola: in mezzo a due vocali oppure tra una vocale e una consonante; doppia all’inizio Andiamo a vedere come cambia la pronuncia in base a questi casi. “R” in mezzo a vocali (intervocalica) o tra una vocale e una consonante: è una “R” più dolce, non con un suono troppo forte. Un esempio è la parola “marito”: nel pronunciare la “R” non andremo ad enfatizzarla; stessa cosa accade, per esempio, con la parola “torta” (qui la r sarà leggermente più forte, ma il suono è comunque non enfatico, né vibrato). Nessun italiano la pronuncerebbe “torrrrrrta”, per intenderci. Quindi non dovete preoccuparvi della pronuncia in questi due casi, non dovete sforzarla! “R” ad inizio di parola oppure doppia: qui la pronuncia inizia a diventare più complicata, perché in questi due casi si tende ad enfatizzare la “R” e quindi a produrre un suono vibrato. Due esempi sono la parola “Roma” e la parola “Guerra”: in entrambi casi, il suono “R” è ben definito. Come mai è così difficile per i non madrelingua riuscire a pronunciare questo suono? Andiamo a scoprirlo e ad imparare come riuscire a far vibrare le nostre “R”. Adesso ci sarà una parte un po’ più tecnica! Seguitemi e non mollate, perché poi vi darò qualche suggerimento su come “vibrrrrarla”! Esercizi per pronunciare la "R" correttamente Dal punto di vista fonetico, la “R” italiana viene definita una vibrante alveolare ed è rappresentata dal suono [r] nell’alfabeto fonetico internazionale. Ha tre principali caratteristiche: si articola in maniera vibrante, ossia il suono deriva dall’occlusione ed il rilascio continuo d’aria nella bocca; è detta alveolare perché pronunciandola la punta della lingua si avvicina ai denti superiori ed è una consonante sonora, perché il suono è prodotto muovendo le corde vocali. Nelle altre lingue, ad esempio l’inglese, il suono della “R” non nasce dalla bocca: sono completamente opposte, ed è impossibile produrre una “R” vibrata facendo partire il suono dalla gola.In italiano, la lettera “L” e la “R” hanno due suoni molto simili. Pronunciando la “L” italiana, arricciamo la lingua e la stessa si avvicina alla parte superiore del palato, toccando leggermente i denti. Per pronunciare correttamente la “L” italiana, può essere utile immaginare di avere dell’acqua in bocca: quando pronunciamo la parola “liquido”, l’acqua andrà a riversarsi lateralmente e non frontale, poiché la lingua la blocca. Cosa succede con la “R”, invece? La lingua è un po’ più distesa sul palato, e non arriva a toccare i denti, ma la si articola in un modo molto simile a quando la si articola per pronunciare la “L”. Adesso proviamo a fare un piccolo esercizio: portiamo la lingua arricciata al palato, come se stessimo pronunciando la “L”,

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    5 Film Italiani di NATALE da NON Perdersi Assolutamente: CINEPANETTONI!

    12:56

    Con l’avvicinarsi della stagione delle feste e del Natale, la vostra voglia di imparare l’italiano potrebbe calare un po’, tra tutti i preparativi e gli addobbi e i regali e le luci e i dolcetti... ma noi non dobbiamo permettere che questo succeda, anzi, dobbiamo cercare nuovi stimoli, in modo tale da continuare a praticare l’italiano… tra una fetta di panettone e un frontino con la scritta Buon Natale! E non c’è scusa (o stimolo) migliore di un buon cinepanettone. Questa parola è un’invenzione tutta italiana, e indica un film comico di produzione italiana in cui le vicende principali sono generalmente basate su una serie di equivoci e doppi sensi,  a sfondo natalizio, destinato a un pubblico popolare e realizzato appositamente per le festività. Scopriamo insieme quali sono i 5 cinepanettoni assolutamente imperdibili! I MIGLIORI 5 CINEPANETTONI DA VEDERE QUESTO NATALE Qui sotto troverete un lista dei migliori 5 cinepanettoni, elencati dal meno recente al più recente. Tra questi, potrete trovare anche i famosi attori De Sica e Boldi, considerati tra i padri del genere, oltre ad attori come Diego Abatantuono, Fabio de Luigi e Biagio Izzo, che recitano spesso in film comici. NATALE IN CROCIERA (2007) Questo film è un classico, pieno zeppo di quei fraintendimenti di cui parlavo prima, oltre a intrecci d’amore e… sì… anche alcuni momenti di volgarità. In questo film troviamo Christian De Sica, attore italiano molto famoso soprattutto per cinepanettoni e simili, che interpreta Paolo, un uomo che ha progettato di spedire la moglie e il figlio in vacanza sulla neve per Natale, così da potersi dedicare indisturbato alla sua amante. Per Paolo si presenta l’occasione perfetta: quando il cognato tenta di suicidarsi, l'uomo si offre di andare con lui in vacanza per tenergli compagnia. In realtà il suo piano è di abbandonarlo e rimanere con l’amante, a cui ha promesso una crociera ai Caraibi. Inoltre, come spesso accade in questi film, la storia principale, ovvero quella di Paolo in questo caso, si intreccia con quella di altri personaggi, Michela (Michelle Hunziker) e Luigi (Fabio De Luigi), che dopo una serie di tira e molla si ritroveranno a loro insaputa a essere i testimoni della sposa e dello sposo a un matrimonio che ha luogo… indovinate un po’… su una nave da crociera con destinazione Caraibi. Cosa succederà? Fidatevi… Ne vedrete delle belle! LA BANDA DEI BABBI NATALE (2010) In questo film i protagonisti sono i membri del trio comico “Aldo, Giovanni e Giacomo”, dai nomi dei tre attori. Per i tre, non è un bel Natale, perché finiscono...in questura! Infatti, dopo essere stati sorpresi in casa della compagna di Aldo vestiti da Babbo Natale, vengono accusati di far parte della banda di ladri che si introduce nelle case altrui con gli abiti come il grande protagonista di questa festa. A questo punto si dovranno giustificare e spiegare che non sono affatto dei ladri… bensì un trio di giocatori di bocce. IL PEGGIOR NATALE DELLA MIA VITA (2012) Questo film racconta dei tre giorni che precedono Natale, che è il peggior Natale della vita del protagonista Paolo. Quest’ultimo deve andare in un castello per celebrare le festività con la famiglia della moglie, ma come sempre ci saranno mille imprevisti e lui finirà, tra le altre cose, per rovinare il tacchino per la cena di Natale e annunciare la morte di un uomo in realtà vivo. In questo film pieno di sorprese troverete grandi attori italiani come Diego Abatantuono, Cristiana Capotondi e Fabio De Luigi. UN NATALE AL SUD (2016) Ecco un altro cinepanettone che si rispetti! In questo caso particolare la trama è basata su un tema molto popolare tra i film italiani: le differenze tra nord e sud Italia. Viene considerato anche l’argomento della tecnologia in aiuto dell’amore, infatti i protagonisti di questo film sono un carabiniere del nord (Massimo Boldi) e un ex impiegato del sud (Biagio Izzo),
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    POLIGLOTTA inglese IMPARA italiano: alcuni consigli!

    12:24

    In questo video ci confronteremo con uno studente di LearnAmo! Il suo nome è Robert e avremo il piacere di intervistarlo! Studia italiano da relativamente poco... eppure il suo livello di italiano è incredibile. Scopriamo insieme la sua storia! Intervista al poliglotta Robert Winstanley Parlaci un po’ di te. So che tu hai viaggiato tantissimo, che hai una lunga storia… Insomma, racconta un po’ ai LearnAmici chi sei!Okay! Dunque… ho vissuto 18 anni in Giappone e ho imparato il giapponese. Ho una passione per le lingue: oltre all’inglese (che è la mia madrelingua) parlo 6 lingue. La mia preferita è l’italiano. La lingua più bella del mondo secondo me. Quali sono le altre lingue che parli? Oltre all’inglese, all’italiano, al giapponese…Il francese, il portoghese e il tedesco. E sto pensando di cominciare il russo, ma sono ancora indeciso… Da quanto tempo studi l’italiano e perché?Lo studio in modo serio da un anno e 9 mesi, cioè con lezioni online regolari con LearnAmo, e facendo quasi ogni giorno qualcosa da solo: ascoltando la radio, leggendo cose... Ho cominciato all’inizio della pandemia per avere qualcosa da fare superare il lockdown. Vogliamo ricordarvi che se, come Robert, anche voi voleste fare lezioni individuali di italiano con Graziana, potreste farlo su italki. Italki è la più grande piattaforma al mondo per l’apprendimento delle lingue: potrete trovare centinaia di tutor e professori per imparare qualsiasi lingua. Graziana Filomeno lavora su italki come professoressa di italiano qualificata e ha completato oltre 3500 lezioni con feedback positivo. Se vi va di studiare con italiano con lei su italki, questo è il momento perfetto! Trovi che l’italiano sia la lingua più difficile tra quelle che hai imparato?No no, proprio no, anzi! È la lingua più divertente, più piacevole da imparare perché è una lingua romanza; dunque, tutte le strutture sono simili ad altre lingue romanze. È una lingua fonetica e si legge come è scritta: la pronuncia è bellissima, non ci sono problemi (forse un po’ la “r” vibrata). E la terza ragione è che… è una lingua bellissima. Tutte le parole e le frasi sono musicali. Qualcuno mi ha spiegato che, per pronunciare bene l’italiano, bisogna sorridere, quindi è la lingua del sorriso! Quali sono state per te le cose più difficili mentre imparavi l’italiano?In italiano ci sono molti verbi irregolari, memorizzare la coniugazione dei verbi al passato remoto è stato un incubo. E anche l'uso del congiuntivo è piuttosto difficile. Qualche volta l’ordine delle parole, la posizione dei pronomi (“Spero di poterla guardare” invece di “Spero di poter guardarla”). Per non dimenticare i falsi amici, come “paragone”, “deludere”, “cancellare”, “servire”… sono vere trappole. Fino alla bara, sempre si impara. Cosa fai quando c’è un argomento che per te è troppo difficile da imparare? Quali metodi utilizzi per superare questi ostacoli?Dopo aver letto le regole grammaticali, cerco di provare a memorizzare piccole frasi di una canzone, o che ho letto da qualche parte. Per esempio, c’è una canzone italiana “Volente o nolente”, e ci sono due righe che dicono “Dipendesse da me non saresti là fuori in giro” e questo è il modo per afferrare il periodo ipotetico. E anche leggendo molto! Al momento quale libro stai leggendo?-Sto leggendo un libro bellissimo che si chiama “Romanzo Criminale”. È fantastico, è ambientato a Roma ed è una storia vera sulla Banda della Magliana… è molto interessante! Si parla di molti avvenimenti noti della storia italiana come il rapimento di Aldo Moro, le Brigate Rosse, eccetera. Vorresti vivere un po' in Italia?Sì certo, certo. Il problema è che adesso ho un figlio di 16 anni che va a scuola, quindi non posso. Comunque conosco molto bene la Liguria: Rapallo, Santa Margherita, Portofino. Sono stato soltanto una volta a Roma… Mi piacerebbe visitare la tua bella Puglia, che ancora non conosco. Se dovessi dare un consiglio a una persona che sta per...
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    LESSICO del PARRUCCHIERE: tagliare e acconciare i capelli in Italia

    19:02

    Questa mattina, i capelli di Graziana erano un disastro! Per questo, ha deciso di andare dalla sua parrucchiera di fiducia, Annagrazia, con la speranza che lei potesse sistemarli e fare un miracolo! Venite con noi e scopriamo insieme quali sono tutte le parole e le espressioni italiane più usate quando si va dal parrucchiere! Come parlare di capelli in italiano? Grazie a questo articolo scoprirete tutte le parole che vi servono per farvi tagliare i capelli e spiegare al meglio ciò che desiderate! Pronti? Ma prima di tutto… qualche precisazione! Parrucchiere o barbiere? Annagrazia è una parrucchiera. La parrucchiera (o il parrucchiere, se si tratta di un uomo) si occupa di tagliare e sistemare i capelli alle donne. Il barbiere, invece, (o la barbiera) si occupano dei capelli degli uomini. È sempre più comune, comunque, vedere parrucchieri unisex, che hanno come clienti sia uomini che donne. Il luogo in cui queste persone lavorano prende il nome dalla loro professione (es: "Ha aperto un parrucchiere nuovo in centro", "Vado dal barbiere"), oppure si può anche parlare di “salone da parrucchiere”. - Salve, sono qui per dare una sistemata ai capelli.- Buongiorno, certamente! Vuole dare una spuntatina oppure vuole un vero e proprio taglio?- No, no, sono già abbastanza corti così, preferirei solo dare una spuntatina e fare una bella piega.- Perfetto! Si accomodi sul salottino. Non appena arriva il suo turno, la chiamo per fare lo shampoo. Lessico per tagliare, asciugare e fare la tinta Dare una spuntatina = tagliare solo le punte dei capelli di un paio di centimetri, solo per ridare vita al taglio di capelli e alla chioma in generale Taglio (di capelli) = tagliare i capelli, di poco o di tanto, fino a dare loro la lunghezza e la forma desiderata Fare la piega (o messa in piega) = dare una forma liscia, ondulata o riccia ai capelli dopo che sono stati lavati. Di solito, per fare questo si usano degli strumenti, come l’asciugacapelli, la spazzola, il pettine, i bigodini, la piastra, il ferro. Fare lo shampoo = lavare i capelli utilizzando prodotti specifici, come lo shampoo e, eventualmente, il balsamo, che aiuta a renderli morbidi. - Bene, bene! Allora li accorciamo solo un po’?- Sì, esatto. Poi vorrei anche dargli un tocco diverso… Secondo lei cosa potrei fare? Forse una tinta?- Ovviamente posso farle una tinta, ma questo sarebbe forse un cambiamento troppo drastico, non trova? Piuttosto, posso suggerirle altri trattamenti… Come le meches, i colpi di sole, oppure lo shatush. Che ne dice?- Ah sì! Mi piacerebbe tanto avere i capelli come le stelle di Hollywood! Vada per i colpi di sole allora!- Perfetto! Ottima scelta! Li schiariamo quindi?- Sì… Forse dei riflessi color miele?- Andata!- Mi raccomando! Non mi metta delle extension come l’ultima volta! Ho sofferto un sacco per toglierle…- No no… Oggi una permanente, che ne dice?- *faccia shockata*- Sto scherzando! Ahahah Fare la tinta (o il colore) = trattamento che permette di cambiare il colore dei capelli. Meches = tecnica di trattamento dei capelli che consente di colorarne solo alcune ciocche. Nella maggior parte dei casi, si tratta di rendere intere ciocche dei capelli di un colore più chiaro rispetto a quello naturale (decolorazione), ma ultimamente si vedono anche moltissime meches di tonalità diverse rispetto a quelle naturali, come il verde, il blu o il fucsia. Colpi di sole = questo nome fantasioso si riferisce in realtà a una tecnica con cui i capelli vengono scuriti o schiariti solo su alcune parti o su alcune ciocche, generalmente molto più piccole rispetto alle ciocche su cui si fanno le meches. Le sfumature, inoltre, con i colpi di sole, sono meno intense. Shatush = trattamento che consiste nella schiaritura dei capelli con un effetto più naturale (generalmente) rispetto alle meches perché va a creare una sfumatura nella lunghezza e con tre gradazioni differenti.
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    10 DONNE ITALIANE che hanno fatto la STORIA

    24:16

    10 donne, tutte diverse tra di loro, che hanno fatto la storia italiana: eccelse nella scienza, nella matematica, nell’arte e nella letteratura. Cosa hanno in comune queste 10 donne, apparentemente così lontane l’una dall’altra? La forza, la determinazione ed il segno che hanno lasciato nella nostra storia. In questo articolo andremo a scoprire un po’ di più su queste donne, sulla loro vita e su cosa le ha cementate nella nostra mente come icone. Donne rivoluzionarie in Italia Ecco a voi 10 donne che hanno cambiato la storia e la visione femminile, dal medioevo ai giorni nostri: 1) Matilde di Canossa (1046 – 1115) La grancontessa Matilde è una delle figure più importanti ed interessanti del Medioevo italiano.Figura femminile di grande importanza nella storia del Medioevo europeo, Matilde di Canossa a soli sei anni si ritrovò erede di un territorio che andava dal Lazio fino al Lago di Garda, strategico punto di passaggio obbligato sia per i Pontefici che dovevano insediarsi a Roma, sia per gli imperatori che a Roma dovevano essere incoronati. Seconda cugina dell’imperatore Enrico IV, ma fedele seguace della Riforma della Chiesa, portata avanti da Papa Gregorio VII, si ritrovò al centro di uno scontro epocale per la lotta delle investiture tra Papato e Impero.Matilde di Canossa è vissuta in un periodo di continue battaglie, di intrighi e scomuniche, un periodo che considerava le donne come esseri inferiori. Eppure, lei è stata capace di dimostrare una forza straordinaria e un'innata attitudine al comando. Sotto il suo comando il Dominio dei Canossa raggiunse la massima estensione, arrivando a conquistare tutti i territori a nord dello Stato Pontificio.L’imperatore Enrico IV di cui parlavamo prima, nel 1077 si recò a Canossa per ottenere, umiliandosi in veste di penitente, il perdono di papa Gregorio VII, ospite della contessa Matilde, proprietaria del castello. Di qui l’espressione "andare a Canossa", fare atto di sottomissione umiliante, ritrattandosi e riconoscendo la supremazia dell’avversario. 2) Artemisia Gentileschi (1593 - 1652) Artemisia Gentileschi è stata una pittrice di stampo caravaggesco. Il padre, Orazio, era un pittore e sin da piccola la Gentileschi ha dimostrato una passione per l’arte: nonostante ai tempi fosse proibito alle donne diventare pittrici, Artemisia fece il suo ingresso nel mondo dell’arte nel 1610 con il quadro Susanna e i vecchioni. L’artista è anche ricordata come una delle prime donne a denunciare uno stupro: portò Agostino Tassi (che era stato il suo maestro di prospettiva) a processo e rifiutò il matrimonio riparatore. L’iter del processo fu lungo e doloroso, ma la Gentileschi riuscì ad affrontarlo con coraggio.In seguito, si sposò con un fiorentino e si trasferì a Firenze, dove ricevette varie commissioni, anche dai Medici stessi. 3) Maria Montessori (1870 - 1952) Maria Montessori fu una delle prime donne italiane a laurearsi in medicina. È stata un'educatrice, pedagogista, filosofa, medica, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, e viene ricordata per il metodo educativo che porta il suo nome, utilizzato in migliaia di scuole dell'infanzia, elementari, medie e superiori in tutto il mondo.Il metodo Montessori si riferisce all’educazione del bambino dalla nascita all’età adulta. L’insegnante deve essere “solo” il mediatore che favorisce la voglia di fare, innata nel bambino; deve saper osservare, scegliere il materiale adatto e saper tacere al momento giusto. Nella sua analisi Maria Montessori vede quattro periodi dello sviluppo. Il primo (2-6 anni) ha per obiettivo l’esercizio dei sensi e l’educazione alla vita pratica e alla socialità (motricità, tempo, le faccende di casa, rapporto con la natura, indipendenza, silenzio, linguaggio, numeri, spazio, rumori e suoni, colori, scrittura, autoeducazione). Nel secondo periodo (7-12 anni) avviene il passaggio dal piano sensoriale al piano astratto. Tra i temi: studi sull’acqua, chimica,
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    Cuciniamo BISTECCA alla FIORENTINA in un ristorante nel centro di Firenze!

    13:16

    Nulla suona più fiorentino di una… bistecca alla fiorentina! Per questa ragione, in questo video abbiamo deciso di portarvi con noi, a Firenze, in uno dei ristoranti che prepara proprio questa specialità! Stiamo per entrare in azione! Ovviamente, serve prima qualche tocco di preparazione! Pronti? Via! Chef per un giorno da Rosso Crudo In questo articolo scopriremo la storia della fiorentina e le sue caratteristiche, importantissime per il suo gusto unico e delizioso! Inoltre, cucineremo insieme un vero e proprio pasto italiano: durante la preparazione mostreremo le nostre capacità culinarie! La cucina toscana Ovviamente, un vero pasto italiano che si rispetti, deve sempre iniziare con degli antipasti. A Firenze, è molto comune che si cominci con un tagliere di salumi e formaggi tipici della regione. Un esempio è la finocchiona, che risale addirittura al Medioevo! Sapete perché si chiama così? Infatti, i contadini dell’epoca utilizzavano i semi di finocchio per dare sapore invece del pepe, che era più raro e costoso. Ovviamente, non dimenticate di accompagnare i vostri salumi con del buon pecorino toscano! Un tipico pasto italiano, inoltre, deve sempre avere la pasta! In questo video potete ammirare i tentativi miei e di Rocco per “spadellare” la pasta che abbiamo cucinato. “Spadellare”, più che una tecnica, è un’arte, che consiste nel far saltare in padella una pietanza tenendo in mano il manico della padella, con un movimento del polso e della mano. Serve per amalgamare alla perfezione il condimento della pasta, ma anche per girare una frittata o una crêpe senza utilizzare coperchi o spatole. Che ne pensate delle nostre tecniche? Poi, è il momento di “impiattare”, cioè di disporre, con gusto, una pietanza su un piatto, decorandola un po’…Perché ricordate: si mangia prima con gli occhi, e poi con la bocca! Ovviamente, io devo perfezionare le mie tecniche di impiattamento… Però ci ho provato dai! Ho preparato gli spaghettoni all’amatriciana, con sbriciolata di grana padano! Non potevano mancare i ravioli ricotta e spinaci al sapore di tartufo! Non so voi, ma a me il tartufo fa proprio impazzire! Che bontà! Preparazione, caratteristiche e origine del nome Bene, adesso che la nostra pancia non brontola più…è il momento della bistecca! Guanti alle mani e… scegliamo il pezzo giusto! Una volta scelto il pezzo, bisogna ricavare la nostra bistecca. Sapete perché si chiama così? No? Ve lo raccontiamo noi! Dovete sapere che, nel 1500 circa, durante una delle tante feste rionali che si tenevano a Firenze, questo piatto venne servito ad un gruppo di nobili inglesi che si trovavano in visita nella città. Ebbene, questi ne furono talmente entusiasti che cominciarono ad esclamare “Beef Steak! Beef Steak!” che in inglese significa “carne di manzo”. Quella esclamazione fu subito “italianizzata” ed è diventata “bi-stecca”. Attenzione però! Diffidate dalle imitazioni! Una buona bistecca alla fiorentina, affinché sia tale, deve avere le seguenti caratteristiche: • Deve essere sempre di manzo, per la precisione di vitellone.• Deve provenire possibilmente dalla Chianina.• Deve essere frollata (ossia, fatta maturare in ambienti alla giusta temperatura) per almeno cinque o sei giorni.• La forma dell’osso deve rappresentare la classica T.• Il suo peso deve essere compreso tra gli ottocento grammi e il chilo e duecento. Chiaramente, anche il taglio e la presentazione, richiedono una certa esperienza. Perciò, questo passaggio lo abbiamo lasciato agli esperti… Infine, arriva il momento di assaggiarla! Ovviamente, l’ideale sarebbe accompagnare la bistecca con un bel bicchiere di vino rosso, che in Toscana sanno fare molto bene! Per gustarla al meglio, prendetene una fettina, metteteci su un po’ di sale e di pepe, un filo d’olio… e il gioco è fatto! Ovviamente, un vero e proprio pasto italiano di tutto rispetto, deve concludersi con un bel dolce e un caffè!
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    Pranzo nel Ristorante di SOPHIA LOREN a Firenze

    12:54

    In questo video vi portiamo con noi, ancora una volta, alla scoperta di Firenze. Abbiamo infatti provato un ristorante speciale, quello ispirato a Sophia Loren! Dove si trova esattamente? Com'è nato questo ristorante? I piatti saranno buoni? Lo scoprirete presto! Un ristorante con CHEF stellato Michelin "Tutto quel che vedete lo devo agli spaghetti." “l cibo è simbolo della sicurezza, assieme al tetto che ci ripara.” “Una donna che sa fare la pasta a regola d'arte ha un prestigio che resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi.” Queste sono solo alcune delle citazioni di una grandissima attrice italiana, Sophia Loren. Da queste, si nota subito il suo amore per il cibo. E in effetti lei non ha mai nascosto questa sua grande passione, anzi! Ha sempre dichiarato che la sua (bellissima) presenza è proprio dovuta al suo mangiare bene, soprattutto pasta e spaghetti. Tra l’altro, ha sempre dichiarato che preparare degli spaghetti perfetti sia un'opera d'arte! E come darle torto? Non è un caso, quindi, che proprio qui a Firenze ci sia un ristorante con il suo nome. E noi non potevamo non provarlo. E non potevamo non portarvi con noi! Andiamo! Come potete vedere, è vicinissimo alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore! In pieno centro insomma! Si tratta di un ristorante nuovissimo, aperto nell’aprile 2021 in via de’ Brunelleschi, nel centro di Firenze. L’arredamento e l’apparenza generale sono molto moderni, eleganti e di design. Il locale è grandissimo e offre posti sia all’interno che all’esterno, sotto i portici (quindi sarete protetti anche dalla pioggia). Origini Il progetto nasce dalla collaborazione tra una società imprenditoriale e l’attrice stessa, che ha dato il suo consenso per la realizzazione di un brand con il suo nome. Queste le sue parole: “Quando mi è stato proposto di partecipare a questo progetto non ho avuto dubbi perché questo ristorante racchiude in sé alcune delle cose che più amo: la cucina italiana, i momenti di convivialità ad essa legati e poi diversi dei miei personaggi sono in qualche modo legati alla cucina”. In effetti, in Italia (e nel mondo intero) lei è il simbolo del calore, della veracità e della cucina italiana e, in particolare, napoletana. In effetti, come lei stessa ha dichiarato, molti dei personaggi che lei ha portato sul grande schermo hanno avuto a che fare con la cucina. Il menù che questo locale offre è squisitamente italiano, con una maggiore concentrazione di prodotti napoletani. Sophia Loren, infatti, pur essendo nata a Roma, ha passato la sua infanzia e adolescenza vicino Napoli: per questo nei suoi primi film recitava in napoletano. La lista di film in cui ha recitato è lunghissima, ma tra i più celebri (nonché imperdibili per gli appassionati di cultura italiana) ci sono: L’oro di Napoli, La ciociara (per cui ha vinto un Oscar alla Miglior Attrice), Pane Amore e…, Ieri Oggi Domani, Matrimonio all’italiana, Prêt-à-Porter e l’ultimo, risalente al 2020, La vita davanti a sé. Ne avete visto qualcuno? Anche al di fuori di questa lista? Fateci sapere nei commenti! Il dipinto che è sui tavolini, e anche quelli che sono appesi alle pareti interne, sono opere di un artista e pittore italiano: Ernesto Tatafiore. Ma torniamo al cibo… scegliere cosa ordinare da un menù così variegato è moooolto difficile! Le specialità e la nostra scelta Il ristorante Sophia Loren offre davvero prodotti di alta qualità. Infatti, l’impasto della loro pizza è quello di Francesco Martucci, vincitore di svariati premi, tra cui quello di 50 Top Pizza, che ha dichiarato la sua pizza come la numero 1 al mondo del 2020. Noi abbiamo preso… Frittatina di pasta, scarola maritata e fiori di zucca in pastella alla birra. Come primi, invece, abbiamo scelto i mezzi paccheri alla Nerano e le tripoline alla puttanesca di baccalà. Abbiamo dato un voto ad ogni piatto! I primi piatti di questo ristorante, invece,
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    IL LESSICO DELLA PALESTRA: parole ed espressioni da conoscere per allenarsi in Italia

    21:36

    Durante le mie lezioni, molti studenti mi raccontano dei loro progressi in palestra, ma qualche volta è difficile per loro esprimersi perché non conoscono il lessico. Lo stesso problema lo hanno se vengono in Italia e provano ad allenarsi in palestra… Tra tartarughe, tapis roulant e bilancieri, non è così semplice riuscire a districarsi! Perciò, in questo video vedremo tutta una serie di parole ed espressioni relazionate con il mondo della palestra così che il fatto di non sapere la lingua non sarà più un ostacolo alla vostra forma fisica! Espressioni relazionate al mondo della palestra Le attività della palestra Allenare (una parte del corpo)/Allenarsi/Fare allenamento: fare esercizi fisici per mantenere la propria forma o rafforzare una certa parte del corpo. Definire: pratica motoria con l’obiettivo di ridurre al minimo la percentuale di massa grassa e di incrementare al massimo la massa muscolare. Dimagrire/Perdere peso: è l’obiettivo di chi va in palestra per bruciare calorie e grassi per diventare più magri, perché forse ha qualche chilo di troppo. Fare cardio: sta per “allenamento cardiovascolare”, ossia un tipo di attività fisica in cui l’apparato cardiorespiratorio è sottoposto a stimoli allenanti. Questo tipo di allenamento è caratterizzato da esercizi di aerobica che aiutano ad accelerare il fiato, qualcosa che interessa, per esempio, chi anche dopo piccoli sforzi trova difficoltà a respirare, ossia ha il “fiatone”. Fare pesi: significa allenarsi usando dei pesi. Si possono usare attrezzi come: manubri (aste di metallo su cui devono essere montati i pesi, o nei quali i pesi sono saldati in maniera definitiva), o bilancieri (barre di acciaio caricabili alle loro estremità da dischi di ghisa) da sollevare e abbassare ripetutamente con le braccia. La differenza tra manubri e pesi è che i primi sono impugnati con una sola mano, infatti sono più piccoli, mentre i secondi con entrambe le mani. Metter su peso/Metter su massa muscolare Ingrossarsi: è l’obiettivo del Body Building, ossia non tanto dimagrire, quanto accumulare muscoli. L’aggettivo più adatto a chi fa esercizi di questo tipo è “muscoloso”, ossia una persona con muscoli forti, saldi e ben visibili. Tuttavia, una persona che è muscolosa a livelli esagerati e, talvolta, eccessivi è definita “palestrata”. Mettersi in forma/Rimettersi in forma: è l’obiettivo della maggior parte delle persone che vanno in palestra e significa dimagrire o tonificare il proprio corpo, ma anche semplicemente sentirsi più sani. L’aggettivo collegato è “in forma”, mentre il contrario è “fuori forma”. Riscaldarsi/Fare il riscaldamento: fa riferimento a tutti gli esercizi propedeutici all’allenamento vero e proprio che vengono svolti per prima cosa per preparare il corpo all’esercizio fisico. Tonificare: significa rafforzare e rinvigorire i muscoli in modo da avere un corpo non caratterizzato da “curve”, come possono essere quelle del grasso, ma da linee. Si può usare anche il verbo “scolpire” e l’aggettivo che descrive un corpo di questo tipo è “tonico”o “scolpito”. Sostantivi legati alla palestra Addominali: questo termine fa riferimento sia ai muscoli dell’addome, sia agli esercizi che allenano quella parte del corpo (in questo caso, si dirà “fare gli addominali”). Attrezzo: tutti i macchinari e gli oggetti che trovate in palestra che vengono usati per svolgere gli esercizi si chiamano così. Se svolgete esercizi senza alcun attrezzo, allora vi state allenando “a corpo libero”. Circuito: una serie di esercizi multipli senza pause, o con pause molto brevi tra gli esercizi. Cyclette: è un attrezzo sportivo che da fermo, consente di simulare l'utilizzo di una bicicletta per l'allenamento cardiovascolare del fisico come nel reale utilizzo della stessa. L’allenamento incentrato sulla cyclette è detto “spinning”. Dieta: in generale, è l’insieme degli alimenti consumati da una persona...
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    Abbiamo fatto un APERITIVO sul treno: CLUB EXECUTIVE di Italo Treno

    14:07

    In questo video abbiamo deciso di portarvi con noi per un aperitivo su un treno italiano! Sappiamo che molti stranieri apprezzano i treni italiani, ma sappiamo anche che molti ancora non se ne servono, preferendo noleggiare un’auto. In effetti, il sistema ferroviario italiano è di tutto rispetto, quindi pensiamo che dovreste provarlo, almeno una volta nella vita! Tipologie di treno Ma prima di entrare nei dettagli del nostro viaggio, vediamo un po’ di informazioni utili riguardo i treni italiani, per chiunque abbia intenzione di fare un viaggio in Italia e spostarsi con i mezzi pubblici. In Italia, ci sono diverse tipologie di treni: 1 - treni regionali2 - treni interregionali3 - treni ad alta velocità I treni regionali sono quelli che collegano le varie città e i vari paesi all’interno di una stessa regione. Per esempio, se io sono a Bari e voglio andare a Lecce, prenderò un treno regionale. Il costo dei biglietti è generalmente basso, su questi treni non c’è il posto riservato (dovete sedervi dove vi capita), non c’è la carrozza ristorante e non c’è la prima classe. Qualche volta, non ci sono nemmeno i bagni, ma questa è un’altra storia. I treni interregionali, invece, detti anche “a lunga percorrenza”, sono treni che collegano le città (più grandi) tra diverse regioni (ma non i paesi). Questi treni costano un po’ di più, hanno i posti assegnati e tutti i comfort necessari: bagni, prima classe, carrozza ristorante. Questi treni si chiamano Intercity. Non sono, però, ad alta velocità. Per esempio, immaginiamo di voler andare da Bari a Roma: ci metteremo, come vedete, 6 ore e mezza. I treni ad alta velocità I treni ad alta velocità fanno esattamente lo stesso dei treni interregionali, ma sono molto più veloci e, ovviamente, anche più costosi. Ci sono poi varie classi, con comfort e prezzi diversi. Di questi treni abbiamo: ⁃ Le Frecce (Frecciabianca, Frecciargento, Frecciarossa)⁃ Italo Tra le Frecce, il più veloce è il Frecciarossa, che arriva fino a 300km/h. Il più “lento” tra i veloci, invece, è il Frecciabianca. I treni Frecciarossa offrono 4 livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard. Tutti i treni Frecciarossa sono dotati di: • Impianto di climatizzazione• Prese di corrente e tavolini per ogni posto• Ampi spazi per i bagagli• Monitor con informazioni varie (per esempio meteo) e news di viaggio in continuo aggiornamento• WI-FI gratuito, servizi di intrattenimento online• Posti e bagni attrezzati per disabili• Toilette per ogni carrozza• Carrozza ristorante In più, il servizio Premium offre più spazio per le gambe tra i sedili e un servizio di benvenuto con uno snack dolce o salato e bevande. Il Business, oltre a tutte queste cose, offre anche un’area del silenzio ed elementi divisori in cristallo per la massima privacy. E infine, l’Executive, che è il top del top, offre (oltre a quanto già riportato prima): ampie poltrone in pelle con schienale reclinabile e poggiagambe estendibile, spazio tra le poltrone di 150 cm, drink e pasto gourmet servito al posto, accesso ai FRECCIAClub nelle stazioni e accoglienza dedicata al binario. Volendo fare la stessa tratta di prima, cioè Bari-Roma, in Freccia, abbiamo due opzioni (FrecciaArgento e FrecciaRossa). Ci metteremmo ben due ore in meno rispetto all’Intercity, ma costerebbe un po’ di più. Anche i treni Italo hanno 4 livelli di servizio: Smart, Comfort, Prima e Club Executive. Tutti i treni Italo offrono: • Impianto di climatizzazione• Prese di corrente e tavolini per ogni posto• Spazi per i bagagli• WI-FI gratuito• Area snack con distributori automatici per acquistare caffè espresso, bevande fredde e snack• Toilette per ogni carrozza Il Comfort offre più spazio e comodità. La Prima offre anche uno snack di benvenuto, tra le altre cose, con snack e bevande. E la Club Executive offre anche la possibilità di accedere alla Lounge Italo in stazione, ma anche, secondo il sito,
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    Come SFRUTTARE la LETTURA per migliorare il tuo ITALIANO (e non solo)

    16:40

    Quando ci si approccia a imparare una lingua straniera sembra impossibile entrare in confidenza con la grammatica e il lessico. Quello che però molti studenti sottovalutano è che esiste un modo per affrontare questi ostacoli: la lettura. Leggere è il modo migliore per entrare in contatto con la lingua vera e vedere messe in pratica le regole che di solito troviamo scritte nei libri di grammatica. Tuttavia, perché l’esperienza sia veramente efficace occorre seguire qualche accorgimento. In questo articolo vi illustreremo come sfruttare al massimo un’esperienza di lettura in una lingua straniera. Imparare le lingue straniere leggendo Il nostro consiglio è leggere il più possibile! Bisogna però tener conto del proprio livello e dei propri interessi. Qui sotto vi indichiamo pochi e semplici step per approcciarsi a una lettura stimolante e proficua! Scegliere un argomento che vi interessi. Per quanto a qualcuno possa piacere la lettura, a volte può essere difficile proseguire con questa attività e leggere di argomenti per cui abbiamo passione è il modo perfetto per mantenere alto il livello di motivazione. Questo può anche aiutarvi a sviluppare il lessico specifico di un certo campo. Non fermarsi a cercare ogni parola che non si conosce. Questo è un altro motivo che può portarvi a perdere la motivazione e che non vi aiuterà a memorizzare nuovi vocaboli e strutture della lingua, perché così facendo sottoporrete il vostro cervello a troppi input che non sarà in grado di elaborare. La cosa migliore è leggere pezzi interi di testo e cercare di farsi un’idea generale di quello che significa e di come vengono usate le strutture grammaticali. Scegliere una lettura adatta al proprio livello. A volte può succedere di sopravvalutare le nostre capacità e scegliere una lettura fuori dalla nostra portata, ma questo ci lascerà solo con un senso di confusione e frustrazione. Per evitare questa situazione, potete leggere le prime pagine di un libro per farvi un’idea di quale sarà il livello e per capire se siete in grado di comprenderlo. Essere un lettore attivo, non passivo. Leggere può essere un passatempo divertente, ma non dimenticate che state imparando! Quindi fate attenzione alle strutture grammaticali e alle parole che incontrate in contesti reali che possono aiutarvi a sciogliere i vostri dubbi linguistici. Leggere una rivista. Se non siete il tipo di persona che riesce a rimanere concentrata su una cosa per troppo tempo, gli articoli di una rivista sono la soluzione che fa per voi. Leggere degli articoli è meno impegnativo a livello di tempo di leggere un libro, ma non per questo meno utile! Ci sono molti tipi di riviste di generi diversi che potete usare per il vostro studio:se vi interessano gli affari internazionali e le notizie dal mondo potete leggere Internazionale;se vi interessa la scienza allora potete leggere Airone, e se avete un livello più elevato anche Focus;se la vostra passione è l’economia, Millionaire è quello che fa per voi;se volete saperne di più sull'Italia e su ciò che accade in questo Paese potete leggere Bell’Italia, oppure L’espresso; un’alternativa sul mondo femminile e della moda è Donna moderna. Dedicare tempo alla lettura ogni giorno. Il modo migliore di ottenere risultati è fare un po’ di lavoro ogni giorno: bastano anche cinque minuti per imparare qualcosa di nuovo. Un buon modo per sfruttare ogni momento è leggere un ebook, perché possono essere letti in ogni momento e c'è un’ampia scelta. A proposito di ebook, avete già letto il nostro libro Italiano Colloquiale: Parole ed Espressioni per Tutti i Giorni? È un libro, a mo’ di fumetto, molto utile e divertente, che vi permetterà di imparare le più comuni parole ed espressioni usate quotidianamente dagli italiani. Offre anche degli ottimi esercizi di ripasso, per consolidare il lessico che apprenderete durante la lettura. Leggere libri con traduzione a fronte.
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    Come PRONUNCIARE la “R” italiana VIBRATA + Rotacismo

    20:36

    La pronuncia è, senza dubbio, uno dei primi grandi problemi con cui ci confrontiamo quando cominciamo ad imparare una nuova lingua! In italiano, uno dei suoni più difficili da pronunciare per i non-madrelingua è sicuramente la “R” vibrata. In questa lezione scopriremo se tutti gli italiani lo pronunciano allo stesso modo, la ragione per la quale non tutti riescono a pronunciarla, e come migliorare la pronuncia di questa consonante, per chi non ci riesce. Impara a pronunciare la "R" in italiano Caratteristiche della "R" Prima di tutto, è importante sottolineare che non tutti gli italiani pronunciano la “R” nella stessa maniera: non c’è sempre quel suono forte e “vibrato” che ci si aspetterebbe. Dipende soprattutto da fattori interni (come deficit o disturbi linguistici sviluppati da bambini quando si stava imparando a parlare, come la cosiddetta “r moscia”) oppure esterni, tra cui la regione ed il dialetto della stessa, che influenzano fortemente la pronuncia, ma attenzione: nessuna di queste pronunce “differenti” rende qualcuno “meno” italiano degli altri. La “R” in italiano può avere tre diverse posizioni all’interno della parola: in mezzo a due vocali oppure tra una vocale e una consonante; doppia all’inizio Andiamo a vedere come cambia la pronuncia in base a questi casi. “R” in mezzo a vocali (intervocalica) o tra una vocale e una consonante: è una “R” più dolce, non con un suono troppo forte. Un esempio è la parola “marito”: nel pronunciare la “R” non andremo ad enfatizzarla; stessa cosa accade, per esempio, con la parola “torta” (qui la r sarà leggermente più forte, ma il suono è comunque non enfatico, né vibrato). Nessun italiano la pronuncerebbe “torrrrrrta”, per intenderci. Quindi non dovete preoccuparvi della pronuncia in questi due casi, non dovete sforzarla! “R” ad inizio di parola oppure doppia: qui la pronuncia inizia a diventare più complicata, perché in questi due casi si tende ad enfatizzare la “R” e quindi a produrre un suono vibrato. Due esempi sono la parola “Roma” e la parola “Guerra”: in entrambi casi, il suono “R” è ben definito. Come mai è così difficile per i non madrelingua riuscire a pronunciare questo suono? Andiamo a scoprirlo e ad imparare come riuscire a far vibrare le nostre “R”. Adesso ci sarà una parte un po’ più tecnica! Seguitemi e non mollate, perché poi vi darò qualche suggerimento su come “vibrrrrarla”! Esercizi per pronunciare la "R" correttamente Dal punto di vista fonetico, la “R” italiana viene definita una vibrante alveolare ed è rappresentata dal suono [r] nell’alfabeto fonetico internazionale. Ha tre principali caratteristiche: si articola in maniera vibrante, ossia il suono deriva dall’occlusione ed il rilascio continuo d’aria nella bocca; è detta alveolare perché pronunciandola la punta della lingua si avvicina ai denti superiori ed è una consonante sonora, perché il suono è prodotto muovendo le corde vocali. Nelle altre lingue, ad esempio l’inglese, il suono della “R” non nasce dalla bocca: sono completamente opposte, ed è impossibile produrre una “R” vibrata facendo partire il suono dalla gola.In italiano, la lettera “L” e la “R” hanno due suoni molto simili. Pronunciando la “L” italiana, arricciamo la lingua e la stessa si avvicina alla parte superiore del palato, toccando leggermente i denti. Per pronunciare correttamente la “L” italiana, può essere utile immaginare di avere dell’acqua in bocca: quando pronunciamo la parola “liquido”, l’acqua andrà a riversarsi lateralmente e non frontale, poiché la lingua la blocca. Cosa succede con la “R”, invece? La lingua è un po’ più distesa sul palato, e non arriva a toccare i denti, ma la si articola in un modo molto simile a quando la si articola per pronunciare la “L”. Adesso proviamo a fare un piccolo esercizio: portiamo la lingua arricciata al palato, come se stessimo pronunciando la “L”,

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