Wine Soundtrack - Italia podcast

Villa Trentola - Elisabetta Prugnoli

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Tenuta Villa Trentola sorge sul Colle Cesubeo a Bertinoro, in un meraviglioso paesaggio dove coltivare e produrre vino di prestigio e qualità
Tenuta Villa Trentola sorge sul Colle Cesubeo, quello dell’attuale Bertinoro, in un meraviglioso paesaggio, tra verdi colline, campi coltivati a cereali, oliveti e vigneti.
La Tenuta appartiene alla famiglia Prugnoli dal 1890, quando nonno Enrico la acquistò dai Conti Gaddi. Da allora di generazione in generazione si è tramandato l’amore per questa terra e l’arte di “fare” vino.
Dal 2002, prima annata di produzione, l’azienda ha cambiato immagine con l’avvento dell’attuale proprietaria, la Dott.ssa Federica Prugnoli, che dopo essersi laureata in Scienze Agrarie ed aver lavorato in Francia, si è dedicata a tempo pieno all’azienda, con l’intento di raggiungere livelli sempre piu’ alti. “La qualità è il punto di partenza per arrivare ad un prodotto eccellente! “… questa è la sua filosofia.
La proprietà si estende su 40 ettari di terreno tra i quali 20 vitati, di cui la maggior parte è dedicata al Sangiovese di Romagna che rappresenta il cuore dei vini della Tenuta. L’esposizione di vigneti, la natura dei terreni e la collocazione all’interno di un anfiteatro collinare, comporta condizioni di luminosità e calore ottimali per ottenere una buona maturazione delle uve e quindi grandi vini.
Per migliorare ulteriormente la qualità dei vini, la Dott.ssa Prugnoli si è avvalsa della consulenza di un noto wine-makers, spiegando così l’utilizzo in cantina di moderne tecnologie nella vinificazione e nell’affinamento dei vini.

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    Tenuta Villa Trentola sorge sul Colle Cesubeo a Bertinoro, in un meraviglioso paesaggio dove coltivare e produrre vino di prestigio e qualitàTenuta Villa Trentola sorge sul Colle Cesubeo, quello dell’attuale Bertinoro, in un meraviglioso paesaggio, tra verdi colline, campi coltivati a cereali, oliveti e vigneti.La Tenuta appartiene alla famiglia Prugnoli dal 1890, quando nonno Enrico la acquistò dai Conti Gaddi. Da allora di generazione in generazione si è tramandato l’amore per questa terra e l’arte di “fare” vino.Dal 2002, prima annata di produzione, l’azienda ha cambiato immagine con l’avvento dell’attuale proprietaria, la Dott.ssa Federica Prugnoli, che dopo essersi laureata in Scienze Agrarie ed aver lavorato in Francia, si è dedicata a tempo pieno all’azienda, con l’intento di raggiungere livelli sempre piu’ alti. “La qualità è il punto di partenza per arrivare ad un prodotto eccellente! “… questa è la sua filosofia.La proprietà si estende su 40 ettari di terreno tra i quali 20 vitati, di cui la maggior parte è dedicata al Sangiovese di Romagna che rappresenta il cuore dei vini della Tenuta. L’esposizione di vigneti, la natura dei terreni e la collocazione all’interno di un anfiteatro collinare, comporta condizioni di luminosità e calore ottimali per ottenere una buona maturazione delle uve e quindi grandi vini.Per migliorare ulteriormente la qualità dei vini, la Dott.ssa Prugnoli si è avvalsa della consulenza di un noto wine-makers, spiegando così l’utilizzo in cantina di moderne tecnologie nella vinificazione e nell’affinamento dei vini.
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    Moroder - Mattia Moroder

    35:00

    La nascita del complesso agricolo risale alla metà del ’700, quando i Moroder, originari della Val Gardena, si spostano ad Ancona e acquistano i terreni sui quali oggi sorge l’azienda. L’anno di fondazione della cantina risale al 1837: l’azienda continua a passare di generazione in generazione fino a quando, nei primi anni 80, Alessandro Moroder e sua moglie Serenella decidono di dedicarsi con passione e impegno all’attività vitivinicola, dandole una nuova attenzione e rilevanza.Una scelta convinta che porta in pochi anni ad un profondo rinnovo dei processi e della gestione. Il complesso rurale viene recuperato e impreziosito da una nuova distribuzione funzionale. Il comparto agricolo si concentra nella produzione del vino e la vision mira a “portare la cantina ad essere un punto di riferimento del panorama vitivinicolo marchigiano, facendo del Rosso Conero un prodotto di eccellenza in grado di rispettare e valorizzare il territorio”. I primi riconoscimenti sono immediati, tanto che il Conero Riserva di maggior prestigio, il Dorico, è il primo vino marchigiano ad ottenere i 3 bicchieri del Gambero Rosso con la vendemmia del ’88.Oggi, il nuovo innesto generazionale persegue e fortifica la filosofia aziendale. L’azienda si presenta perfettamente inserita nel territorio, rispettosa della tradizione ma allo stesso tempo attenta alle nuove esigenze dei consumatori.La brezza marina proveniente dal mare, un ricco suolo calcareo, le altitudini comprese tra i 180 e i 230 metri, l’esposizione prevalentemente a sud e sud-est: ecco gli elementi che costituiscono il nostro terroir e rendono unici i vini qui prodotti. I vigneti della tenuta si distendono sinuosi lungo le colline che circondano il Monte Conero.Il Montepulciano è l’uva utilizzata in purezza per produrre il Rosso Conero e, con un’estensione di circa 22 ettari, rappresenta il vitigno maggiormente coltivato: vanta tra i suoi filari vigne fino a 70 anni di età. La restante superficie vitata, con un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, include diverse altre varietà, tra cui spiccano le “locali” Malvasia di Candia, Verdicchio e Moscato o le “internazionali” Merlot e Sirah. Le rese variano in funzione dell’età dei vigneti, dell’esposizione e del clima, ma si attestano mediamente sui 70-80 quintali per ettaro.Il cuore pulsante dell’azienda è la cantina. Questa è ricavata dal settecentesco volume e attualmente, in seguito a un rispettoso restauro, ospita al piano terra gli spazi destinati alla vinificazione. Le grandi botti di rovere francese e di Slavonia sono situate in quella che era l’antica stalla dell’azienda. Da questa si scende nell’antica grotta voltata, parzialmente scavata nelle argille sottostanti: inizialmente si trattava di una neviera, dove la neve pressata con la paglia creava un locale adatto alla conservazione degli alimenti. Oggi, grazie a condizioni ideali di temperatura ed umidità, il locale è destinato ad accogliere le piccole botti per l’affinamento e la maturazione del vino.Con il progressivo aumento dell’estensione viticola, è nata infine l’esigenza di ampliare la cantina. La nuova struttura si sviluppa interamente nel sottosuolo: la sua architettura è studiata per ottenere il giusto equilibrio termo igrometrico. Qui si dividono più ambienti: dai locali riservati alla produzione e allo stoccaggio del vino, alla sala degustazione e la barricaia. Destinata all’affinamento e alla maturazione delle riserve, si caratterizza per il particolare soffitto voltato in terracotta e le pareti in rovere.
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    Tenuta Pennita - Gianluca Tumide

    17:51

    La Tenuta Pennita sorge sulle colline romagnole che dominano il famoso borgo mediceo di Terra del Sole. La tenuta appartiene dal 1974 alla Famiglia Tumidei e da sempre i terreni sono dedicati alla produzione delle uve Sangiovese. Dei 28 ettari vitati, la maggior parte è dedicata naturalmente alla coltivazione del Sangiovese di Romagna da cui si ottengono una parte del vino “Edmeo”, il “Terre DelSol” Sangiovese Doc Riserva ed il “La Pennita” Sangiovese Doc Superiore.Dal 2003 ad oggi la Tenuta Pennita ha sempre ricevuto premi e riconoscimenti da tutte le più importanti guide del settore enogastronomico e alimentare per il livello altamente qualitativodei suoi prodotti ed il suo modo di operare in armonia con ambiente ed ecosistemi, custodendo il patrimonio del proprio territorio e le tradizioni locali.Quando si parla di olio extravergine di oliva di alta qualità la Tenuta Pennita è annoverata tra i primi 10 migliori produttori in Italia.
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    Tenuta Mara - Elena Emendatori

    17:22

    La storia della Tenuta Mara comincia nel giorno in cui Giordano Emendatori decide di concretizzare una sua grande passione, quella per il vino, dedicandosi alla progettazione e costruzione di una tenuta che intitola a sua moglie Mara, colei che è sempre stata l’importante sostegno in tutte le avventure della sua vita.Dopo l’acquisto del terreno, nel 2000, sono trascorsi cinque anni prima di per poter impiantare il vigneto: sette ettari esposti al dolce sole della Romagna. Un’area vicino al borgo collinare di San Clemente, dedicata a un grande vitigno italiano: il Sangiovese.Visitare Tenuta Mara significa vivere una straordinaria wine experience, unica nel suo genere. Un percorso della durata di due ore circa che, partendo dal parco e dalle opere d’arte ‘en plein air’, prosegue nel vigneto, dove nasce e cresce l’uva che diventerà ‘MaraMia’. Lungo il cammino, sarete cullati dalle sonorità delle note mozartiane diffuse lungo i filari da un sofisticato sistema di casse BOSE, così come dal cinguettio dei numerosi uccelli che popolano la Tenuta, un’autentica oasi naturale, simbolo di un ecosistema perfetto costruito con grande maestria nel corso degli anni.All’interno, la visita ha inizio nella splendida sala della musica dalla quale, attraverso una scalinata che è anch’essa un’opera d’arte, si accede ai luoghi ‘sacri’ del vino: la Tinaia, la Cantina, la Bottaia.Una meravigliosa esperienza sensoriale che si conclude con la degustazione del protagonista indiscusso di questa splendida e unica realtà: il MaraMia.La musica di Mozart e i canti gregoriani non sono gli unici suoni che accompagnano coloro che passeggiano tra i filari di Tenuta biodinamica Mara. L’orecchio è infatti sollecitato dal canto di numerosi uccelli che rivestono un ruolo fondamentale per preservare l’equilibrio biologico dell’ecosistema che sottende la partica dell’agricoltura biodinamica.I vigneti si estendono per circa 7 ettari e prendono i nomi dai tre nipoti di Giordano e Mara Emendatori: Andrea, Indira e Achille. Tutti rigorosamente coltivati seguendo i dettami dell’agricoltura biodinamica.In più la loro nidificazione è un valido indicatore della salute e della biodiversità dell’habitat. Per questo sono state posizionate 550 cassette nido per uccelli, 70 cassette rifugio per i pipistrelli e 5 pareti nido per gli insetti. Ogni anno tutte le specie che popolano la tenuta sono oggetto di uno scrupoloso censimento da parte di un ornitologo.Alla Tenuta Biodinamica Mara le viti crescono accompagnate dalla musica classica: archi, fiati e accordi musicali si diffondono nell’aria e abbracciano le piante che prosperano tra le armonie di Mozart, come in una sconfinata sala da concerto.Le armonie seguono il processo di trasformazione dell’uva in vino pregiato fino alla cantina, dove risuonano i canti gregoriani, in un’atmosfera di assoluta pace e meditazione. Per creare questa inedita atmosfera è stato installato un sofisticato sistema di casse firmate BOSE, posizionate lungo i filari, che diffondono le note lungo il vigneto.Opere d’arte si collocano in perfetta armonia nel paesaggio naturale di Tenuta Mara, in un percorso artistico en plein air che non ha eguali: a dare il benvenuto agli ospiti, ma anche a vegliare sull’ingresso della Tenuta, è l’arco della rotonda della Besana di Mauro Staccioli, creato in occasione della mostra milanese Besana ’80. Procedendo si incontrano l’opera di Giò Pomodoro ‘Hermes conduce il sole’, la scultura bronzea ‘L’incontro’ di Pietro Sbarluzzi, le statue neoclassiche de ‘Le quattro stagioni’ a vegliare sull’equilibrio dell’orto biodinamico.Una straordinaria sala della musica con ampie vetrate che guardano la vallata, fino al mare, ospita un pianoforte gran coda Fazioli, per inediti concerti, degustazioni di vino con musica dal vivo, ma anche per masterclass di pianoforte, wine tasting experience ed eventi che ben coniugano musica e vino.
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    Lu.Va - Valerio Ciani

    22:52

    L’azienda è stata fondata nell’anno 2000 da Luciano e Valerio Ciani, conferendo nella nuova società i vigneti rispettivamente del Podere Ceretola e del Podere Cucculia, continuando così un’antica tradizione famigliare.Da due vigne completamente diverse fra loro per varietà, per altitudine e per esposizione, si producono vini completamente differenti, che coprono bene la tavola romagnola, accompagnando tutti i piatti più tipici.Dai circa sette ettari di vigneti che si sviluppano per tre chilometri lungo la Valle del Tramazzo, su variegati terreni di collina, l’azienda produce uve per vini di ottima qualità e di diversa natura a seconda della tipologia del terreno e della posizione.Le lavorazioni in cantina, pur svolte con moderne attrezzature, vengono effettuate nel massimo rispetto delle tradizioni, a tutela della qualità e della tipicità dei nostri vini.Da due vigne completamente diverse fra loro per varietà, per altitudine e per esposizione, si producono vini completamente differenti, che coprono bene la tavola romagnola, accompagnando tutti i piatti più tipici.La produzione è limitata ai vini tipici romagnoli, nel rispetto della tradizione e della resa dei terreni (di circa 40-50 q.li/ha): Cabernet Sauvignon, Ciliegiolo, Sangiovese e Trebbiano.A garanzia dell’elevato standard di qualità, tutte le operazioni sono effettuate direttamente in cantina.
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    Fiorentini Vini - Fiorino Fiorentini

    32:16

    L’azienda è da sempre proprietà della famiglia Fiorentini e la costituzione del terreno così francamente argilloso è stata quella che ha orientato obbligatoriamente le scelte colturali. Il podere in origine si chiamava ‘Collinaccia’ in senso quasi dispregiativo perché al di fuori dell’uva non cresceva altro. Di qui è nata la passione, fin dal bisnonno, di perfezionare anche la produzione del vino.Perché l’Azienda Fiorentini e l’amore per il vino nascono proprio con lui, il bisnonno, nel lontano 1905. Una passione che si è arricchita, trasformandosi, grazie ad anni di esperienza e pratica. Soltanto recentemente, nel 1999, per merito in primis di Giuseppe Fiorentini, è iniziata la produzione artigianale e commerciale del primo "Fiorone", Sangiovese di Romagna. Nel 2010 la cantina è stata rinnovata completamente la cantina sia in termini murari che in termini di attrezzature tecnologiche. Possiamo con orgoglio dire che sono state scelte soluzioni tecnologicamente all’avanguardia per quanto riguarda tutto il processo di vinificazione e conservazione del vino. Questa situazione ci permette di poter gestire anche piccole partite di vino, importanti prevalentemente dal punto di vista ‘amatoriale’.Le viti sono situate nelle prime colline che sovrastano il centro abitato di Castrocaro. Posizionate ad un’altitudine di 250 s.l.m, i vigneti si trovano su un complesso costituito da argille azzurre. Questa struttura del terreno francamente argillosa accomuna tutte le vigne ed è una delle condizioni che contribuiscono a connotare in maniera univoca il terroir.La ubicazione sul crinale di un poggio che separa la valle di Castrocaro da quella di Predappio, dove perennemente si apprezza ritmata sulle ore delle giornate una costante ventilazione sicuramente contribuisce a connotare un altro aspetto di unicità del terroir. Il fatto che le vigne abbiano in vista a pochi chilometri il mare e che sotto di esse scaturiscano sorgenti di acque termali (salso-bromoiodiche) aggiunge un ulteriore tocco di ‘particolarità’ alla costituzione del terroir complessivoLa volontà aziendale è sempre stata quella di privilegiare principalmente la coltivazione delle uve tipiche della Romagna: Sangiovese e Albana.Recentemente e con grande soddisfazione ci siamo dedicati alla coltivazione e vinificazione anche dell’uva Famoso, vitigno già noto in Romagna fin dal tempo dei Romani.
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    Dal Forno - Marco dal Forno

    18:24

    Nata nei primi anno '90 dal sogno e per volontà di Romano dal Forno. Questa azienda diventa in breve tempo un punto di riferimento a livello internazionale, sinonimo di vini di qualità, potenza ed eleganza. Figlia di una nuova concezione di vini della Valpolicella si ispira, a partire dalla coltivazione della vita, al savoir-faire francese. Coltivazione a guyot, vigneti a alta densità di impianto, affinamenti in barrique. Oggi a condurre la produzione è uno dei figli di Romano Dal Forno, Marco Dal Forno.
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    Villa Papiano - Francesco Bordini

    30:58

    Un’oasi naturalistica a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, culla della formazione Marnoso Arenacea, roccia madre e madre naturale di terreni poveri, dove il bosco e l’altitudine si sommano agli elementi severi nella semantica della cura di un territorio da preservare. Quella di Villa Papiano è una storia di confine e di viticoltura appenninica: in bilico tra Romagna e Toscana, provincia e città, incastrata in un Appennino primitivo e boscoso, a metà strada tra una matrice naturale antichissima e un sentire attento alle fantastiche possibilità della vite.Francesco segue l’azienda sul piano stilistico e produttivo, Maria Rosa si occupa delle relazioni commerciali, Giampaolo della gestione, Enrica dell’amministrazione. Insieme ragioniamo di viticoltura e immaginiamo un futuro di integrazione nel verde. Anno dopo anno abbiamo imparato a conoscere il territorio e affinato un gusto e uno stile nostri, per esprimere le vigne che coltiviamo.Facciamo vini verticali e longevi, che parlano di luce, fiori e sottobosco e riflettono un rango aromatico in cui la salinità diventa la spina dorsale e la struttura sottile.Essere artigiani della vigna a Villa Papiano significa: non stancarsi di osservare, curare i dettagli, imparare dall’esperienza, essere in simbiosi con l’ambiente, fare tesoro dell’insegnamento dei propri maestri, avere consapevolezza che ogni annata è diversa, mettersi in gioco senza tradire la natura.
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    Masottina - Federico Dal Bianco

    19:14

    Masottina è stata fondata nel 1946 da nonno Epifanio Dal Bianco che ha lanciato le basi per la produzione di vini di eccellenza. Il primogenito Adriano (enologo formatosi alla Scuola enologica di Conegliano) è alla guida dell'azienda con i figli Federico e Filippo che con dedizione e tenacia portano avanti la produzione. La Famiglia Dal Bianco può contare su quasi trecento ettari di vigneti, che si estendono sui Colli di Conegliano e nelle terre del Piave, a Gorgo al Monticano e Mogliano Veneto.Il 3 giugno in occasione dei suoi 75 anni l'azienda ha rappresentato una rebranding di tutta la sua linea. Una nuova immagine espressione del territorio specchio dei i valori più importanti: unicità, autenticità e tradizione.
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    Cantine Zuffa - Augusto Zuffa

    37:34

    La Cantina, dal punto di vista tecnologico, rappresenta quanto di meglio ci sia ad oggi per la vinificazione. Queste tecnologie, molte delle quali brevettate, permettono di proteggere al meglio la materia prima e le qualità della stessa in modo da preservare in bottiglia un 93% delle molecole aromatiche delle uve che nei sistemi tradizionali e convenzionali sono perse e limitate a un 60/70% . Tutti i vini sono certificati biologici per Europa, Stati Uniti, Canada e siamo i primi al mondo ad aver ottenuto certificazione biologica per la Cina nel 2010. La nostra Cantina e’ una delle 4 che hanno rappresentato l’Italia all’Expo 2015, l’unica delle quali, Biologica. In occasione dell’Expo 2015 e’ stato realizzato un vino: “Vinea Zuffa Expo 2015”, un vino che presenta l’indicazione dei principali oligo-elementi naturali di nutrizione dei mitocondri cellulari ovvero un vino per la Salute dell’uomo.Abbiamo rappresentato al Parlamento Europeo di Bruxelles il Biologico durante il BiOrganicLifeStyle di giugno 2016. Produciamo vini autoctoni, nazionali ed internazionali in vigne con caratteristiche vocazionali straordinarieZUFFA: E’ il mio cognome, il cognome della mia famiglia, persone come me e come Voi che pero’ generazione dopo generazione hanno dedicato la propria vita a inseguire uno scopo costituito da pochi fermi obiettivi,ANIMA: E’ l’eterno, l’infinito, quello che non si puo’ imbrigliare nella materia e nelle parole, quello che non puo’ finire, non puo’ morire, quello che ci da la forza di non fermarci di fronte ai fallimenti, quello che non ci fa arrendere neanche di fronte alla logicita’ del farlo, quello che ci fa andare avanti sempre e comunque perche’ ci permette di vedere oltre e al di la. utilizziamo le migliori tecnologie esistenti oggi, molte delle quali a brevetto per poter plasmare le uve e per poterlo fare in maniera naturale, senza l’utilizzo della chimica, solo con prodotti organici naturali e attraverso i criteri del biologico, le tecnologie piu’ avanzate e innovative per proteggere la qualita’ creata dalla natura nel grappolo.A monte di tutto questo deve necessariamente esserci la conoscenza, conoscenza della materia prima, il marmo come l’uva e conoscenza delle attrezzature e tecnologie attraverso le quali la si possa scolpire.La scultura come la bottiglia di vino sono come un tavolo sorretto da tre piedi, ciascuno dei quali indispensabile:•una materia prima di grande qualita’•tecnologie e attrezzature straordinariamente innovative•una grande conoscenza dello scultore e del produttore della materia prima e del suo ottenimento, come delle tecnologie e attrezzature per plasmarla.

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